Una mostra lunga sei chilometri, ma protagonisti sono solo tre colori: il verde, il bianco e il rosso. C’è tempo fino al due di giugno per ammirare a Reggio Emilia, la più grande esposizione di bandiere italiane che sia mai stata concepita. Tricolori, ma non solo, si possono infatti ammirare gli stendardi più “significativi” di questi 150 anni di storia nazionale.
Il percorso inizia da via Emilia San Pietro, e prosegue per tutta la via Emilia Santo Stefano estendendosi nelle arterie laterali fino al teatro Valli, all’ex caserma Zucchi, a corso Garibaldi e alle vie vicine al Comune. A Reggio Emilia tutte queste, e anche altre, sino al 2 giugno, festa della Repubblica, saranno “Le strade della bandiera”. Sono 150 quelle esposte a cielo aperto, nel centro storico, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
La mostra si sviluppa su sei chilometri ed è suddivisa in dieci sezioni, corrispondenti ad altrettanti periodi storici. Proprio in via Emilia San Pietro, in prossimità della porta, spicca l’omaggio al “tricolore rivoluzionario” con la coccarda rossoblù parigina del 1789, e quello a bande verticali dei moti del 1848. All’altezza di via Roma sono invece presentati il tricolore dell’età giacobina e napoleonica e le bandiere adottate tra il 10 aprile 1796 a Milano, quando le truppe di Bonaparte avevano superato le Alpi, e il 1814 nel segno del Regno d’Italia guidato dal grande corso: al centro del drappo, l’aquila imperiale. In questo tratto si può ammirare anche il tricolore realizzato il 7 gennaio 1797 a Reggio per volontà del congresso della Repubblica Cispadana. Continuando sino all’incrocio con via Don Andreoli, ecco le bandiere delle insurrezioni, quella carbonara del 1820 e l’emblema della “Giovine Italia” di Giuseppe Mazzini datato 1831.
Nella stessa via Don Andreoli fanno bella mostra di sé i drappi della Resistenza dedicati alla lotta partigiana, tra le quali quello intitolato ai sette fratelli Cervi, e nella parallela via Crispi e nei suoi immediati dintorni, come piazza Del Monte, sono state collocate le bandiere della Repubblica che ripercorrono le tappe del tricolore italiano dall’assemblea costituente del 1947, sino a quelli adottati dai capi dello Stato tra il 1965 e il 2000. E ancora: quelli delle forze militari e delle navi di Stato, fino alla circolare e al decreto della presidenza del Consiglio del 2004 che hanno fissato le tonalità della bandiera nazionale. A poca distanza, si snoda via Sessi dove sono state concentrate quelle definite “evocative”, legate, cioè, a momenti e valori chiave della storia della penisola e della comunità internazionale, come la nascita dell’Onu nel 1947. Ma spazio pure alla bandiera multicolore della pace nata ad Assisi nel 1961, allo striscione bianco antimafia della manifestazione di Palermo del ’92 e quello del 2005 dei ragazzi di Locri.
Una volta che ci s’immette in via Emilia Santo Stefano, sino a piazza Gioberti, s’incontrano le bandiere del 1848 e del 1849 legate ai moti che attraversarono il paese dalla Sicilia a Venezia, comprese le cinque giornate di Milano del ’48. Successivamente, fino a porta Santo Stefano, sono esposte le 12 bandiere degli stati preunitari con i vessilli dei diversi ducati dello Stivale tra cui quello di Modena e Reggio Emilia, gli emblemi della Serenissima di Venezia, dello Stato della Chiesa e dei regni di Sardegna e delle Due Sicilie. Un breve cammino e si è in corso Garibaldi per ammirare le bandiere delle nazioni del vecchio continente, e subito dopo si raggiungono le vie Farini e Toschi che si diramano dal palazzo municipale: lì spazio alle bandiere dell’Unità e del Regno d’Italia. A cominciare dagli stendardi dei sovrani e di casa Savoia, dai vessilli dell’epopea garibaldina e dal tricolore regalato dall’eroe dei due mondi al generale John Whitehead per la collaborazione inglese alle campagne militari del 1859-1860. La conclusione è in viale Allegri con le bandiere degli stati extraeuropei, un invito alla fratellanza fra tutti i popoli.
(Marco Fornara)
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