“Fotogrammi di carta – tra amore ed eros”, al MUSè di Celano (L’Aquila) fino al 14 marzo.
Una mostra per sondare l’immaginario tramandato dalla commedia sexy degli anni ’70 nel borgo dominato dal castello Piccolomini, gioiello architettonico della cittadina di Celano, ma è un fatto che al Musè in questi giorni si respira un‘aria tutt ‘altro che da medioevo.
Per gli amanti del genere la mostra curata dal critico cinematografico e collezionista Sebastiano Cannavò è una vera chicca, oggi che il cinema erotico all’italiana è stato ampiamente rivalutato.
Tra i fautori di questa rivalutazione cinematografica per il piccolo schermo televisivo, Marco Giusti inventore dell’ intelligente e divertente Sracult, programma in onda sulla rete due della Rai.
Ed oggi che una certa attualità ci ha portati, nostro malgrado, a dover riflettere su quali siano stati i prodromi culturali che hanno prodotto il formarsi di una certa disinvoltura, diciamo così, dei costumi sessuali, sarà di un qualche aiuto andare a spolverare le pellicole softcore di quarant’anni fa.
Allegre e disinvolte le spumeggianti eroine della commedia sexy all ‘italiana che si concedevano per il mero piacere o, con un pizzico di perversione, per accontentare il bramoso malcapitato.
Le donne dipinte in questi film ,da registi tutt’altro che improvvisati ,facevano l ‘amore e si facevano guardare per il solo gusto di essere desiderate.
Commedie ironiche dai titoli improbabili come Viva la foca con Lory Del Santo, Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda o il mitico Giovannona Coscialunga disonorata con onore con una conturbante Edwige Fenec.
Quelle pellicole mostravano corpi bellissimi ma le bellezze in questione si mostravano in una sorta di “estasi della seduzione” difficilmente riconducibile agli sguardi dell’attualità .
Basti pensare alla celebre scena del film Milano Calibro 9 di Fernado di Leo con Barbara Bouchet che si dimena in una danza conturbante al ritmo di incalzanti tamburi .
La scena è piaciuta anche a quel genio di Quentin Tarantino, ed il film è diventato cult.
Anni più tardi quest’ immaginario, fatto di esibizionismo e compiaciuta disinvoltura ,avrebbe fatto gola alla neonata tv commerciale creatrice di slogan come ” cin cin cin cin ricoprimi di baci, cin cin cin cin diventeremo amici, brinda alla fortuna” .
Strano paese l‘Italia che concesse tutto o quasi alle disinvolte pellicole erotiche ma che poi impallidì e censurò “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci e l’ultimo film di Pasolini “Salò e le 120 giornate di Sodoma”.
Il produttore fu sottoposto ad un processo ma per fortuna ne uscì assolto.
Scandalizzò, forse, in quell’ Italia della democrazia cristiana, il burro offerto da Marlon Brando, nel film uomo sposato più che cinquantenne, ad una poco più che ventenne Maria Schneider, refrattaria a certe pratiche…
Quel monologo sull’ ipocrisia del matrimonio e dell’ istituzione della famiglia non fu facilmente digerito anche se, a distanza di anni, pare che gli italiani abbiano metabolizzato tanto, troppo, e quella scena ormai pare roba da educande.
Gioca, la commedia sexy anni settanta, con l’immaginario di ragazze seduttive ed esibizioniste, ma niente scandalo tutt’al più profumo di un’epoca e di un certo modo disinvolto e ironico di concepire l’erotismo nei Fotogrammi di carta in mostra a Celano.
Queste pin -up mozzafiato erano semplicemente disposte a spogliarsi e a giocare con la loro avvenenza in un’epoca in cui non era da tutte mostrarsi nude .
Di quella commedia erotica quasi commuovono quelle curve mozzafiato che ometti vogliosi per nulla sexy, spesso pelati e poco affascinanti bramavano dal buco di una serratura.
Da allora l ‘italiano medio non sembra certo cambiato molto ma le fanciulle disposte a mostrare le proprie grazie davanti ad un obiettivo ne hanno fatta di strada ….
(Virginia Zullo)
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