“Una vita dal vero”, i segreti di Caravaggio nelle carte dell’Archivio di stato

Tutto accadde in una manciata di spazio compresa in qualche centinaio di metri quadrati, tra i rioni Campomarzio, Colonna e Sant’Eustachio nel cuore della Roma [...]

Tutto accadde in una manciata di spazio compresa in qualche centinaio di metri quadrati, tra i rioni Campomarzio, Colonna e Sant’Eustachio nel cuore della Roma dei primi del ‘600, tra l’oscurità dei vicoli tagliata da lame di luce e il profumo d’incenso delle chiese, tra l’umanità delle bettole e i misteri dei conventi, tra l’ombra di San Pietro e il tepore della carne. Sono quei vicoli e quegli slarghi, collocati sull’orlo del peccato e a un passo dalla santità testimoni e protagonisti di una delle vicende artistiche più intense della storia: quella di Michelangelo Merisi da Caravaggio, approdato venticinquenne nella città eterna per la gloria dell’artista e la dannazione dell’uomo.

A raccontare sufficientemente l’arte del Carvaggio, in occasione del IV centenario della morte (1610), ci hanno pensato nei mesi

Relazione dei birri sull’arresto di Caravaggio per porto d’armi abusivo (immagine dello spadino) Maggio 1605 ARCHIVIO DI STATO DI ROMA

passati un bel po’ di mostre, una su tutte quella alle Scuderie del Quirinale. Un successo. Ma qualcosa restava in sospeso, il bisogno di affondare lo sguardo nella vita del Merisi.

Ci pensa “Caravaggio a Roma. Una vita dal vero” la mostra voluta dall’Archivio di Stato e che apre oggi a Sant’Ivo alla Sapienza dove rimarrà allestita fino al 15 maggio.

Una mostra costruita sui documenti originali dell’Archivio, che svelano fatti salienti della vicenda umana e artistica del grande pittore e aspetti finora sconosciuti legati all’ambiente intellettuale, culturale e artistico frequentato dal maestro lombardo nel periodo vissuto a Roma (1595/96‐1606).

Ideata e diretta da Eugenio Lo Sardo, a cura di Orietta Verdi e Michele Di Sivo la rassegna è costruita come una detective story, un’indagine sul campo dove quello che emerge è vita vissuta. Parole, incontri, relazioni per conoscere da vicino gli episodi e le vicende della “vita dal vero” di Michelangelo Merisi durante il suo soggiorno romano. Grazie alle scoperte compiute da una task force di sette giovani storici dell’arte, paleografi, archivisti e storici che hanno scavato lungo gli oltre 60 chilometri di scaffali che compongono l’Archivio di stato, sono stati salvati dal degrado e restaurati oltre 30 volumi e effettuate ricerche che presentano importanti novità che riscrivono la biografia di Caravaggio.

Documenti originali e inediti attestano tra l’altro l’arrivo di Caravaggio a Roma all’età di 25 anni (e non a vent’anni come finora creduto) e la sua sistemazione presso la bottega di un pittore siciliano, Lorenzo Carli, che viveva con la moglie e i figli in via della Scrofa. Nel susseguirsi di aneddoti, testimonianze, ricostruzioni provenienti da registri, protocolli, piante originali dei luoghi, denunce, processi, querele, contratti d’affitto, si ripercorrere la Roma che Caravaggio attraversò e toccò, si rivive l’atmosfera in cui era immerso in un confronto diretto tra testi e immagini, complementari nella ricostruzione del passato. La vita di Caravaggio in quegli anni è rappresentata lungo un itinerario espositivo che rimanda a una visione d’insieme dove ai documenti si affiancano alcuni quadri di pittori – amici, nemici, maestri e discepoli – e opere del Merisi o a lui attribuite di alto valore storico‐biografico.

L’immaginario trova soddisfazione nelle prove cartacee: sì i documenti attestano i frequenti arresti e i processi, ma pure i rapporti con la committenza delle sue opere più celebri; svelano le relazioni più prosaiche della sua vita quotidiana, i rapporti coi colleghi artisti, come Prospero Orsi e Onorio Longhi, ma pure con i semplici artigiani che abitavano nella contrada della Scrofa. In mostra anche il volume che ospita gli incartamenti del famoso “Pro

Annibale Carracci Santa Margherita, 1597 – 1600 ca. Olio su tela, cm 239x134 CHIESA DI SANTA CATERINA DEI FUNARI ROMA

cesso a Caravaggio” nato dalla querela per diffamazione sporta nel 1603 dal suo grande rivale, il pittore Giovanni Baglione. Carte che contengono l’unica testimonianza resa dal Caravaggio circa il suo modo di concepire l’arte e la sua opinione sugli artisti del suo tempo, di cui egli stila una lista: i “buoni” e i “cattivi” pittori. E accanto all’elenco ecco le opere in lista: l’Autoritratto e l’Amore sacro e amor profano di Giovanni Baglione, il Cristo morto tra angeli di Federico Zuccari, la Santa Margherita di Annibale Carracci e il David con la testa di Golia di Orazio Gentileschi.

Un’intera sezione, la quarta è dedicata alla casa‐studio a vicolo San Biagio. Vi è esposto il contratto inedito con cui Caravaggio prese in affitto un’abitazione in vicolo San Biagio con la misteriosa clausola di poter “scoprire” il soffitto della metà della sala, l’inventario degli oggetti personali e il contratto con cui fu commissionata al pittore la pala della Morte della Vergine, certamente dipinta in quella sala con il soffitto “scoperto”. Tra i quadri esposti, la splendida Caraffa di fiori di Jan Brueghel e la bellissima Fiasca di Fiori del Maestro della Fiasca conservata a Forlì.

A chiudere la mostra non potevano che essere le tragiche vicende che misero fine alla parabola del Carvaggio: l’omicidio, la fuga, il perdono arrivato quando ormai era tardi. Ci sono i registri con gli interrogatori dei testimoni presenti allo scontro in cui, nel 1606, Caravaggio uccise Ranuccio Tomassoni e fu costretto a fuggire da Roma. Una pianta acquerellata rappresenta la via Aurelia e il litorale laziale da Roma a Palo e Civitavecchia, qui sbarcò il Merisi nell’estate del 1610, risalendo fino a Porto Ercole dove trovò la morte. Il pontefice regnante era Paolo V Borghese (1605‐1621), del quale dipinse il ritratto. Il Ritratto di Paolo V di Caravaggio, con il quale si conclude la mostra, viene esposto dopo 100 anni dalla prima volta che fu in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Unità di Italia. Info mostra www.archiviodistatoroma.beniculturali.it

Anonimo Ritratto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1617 ca. ACCADEMIA DI SAN LUCA ROMA

Giuseppe Cesari detto il Cavalier D’Arpino Ritratto di papa Clemente VIII, 1598 ca. MUSEO DIOCESANO DI SENIGALLIA SENIGALLIA

Guido Reni (attr.) Ritratto di Beatrice Cenci, sec.XVII GALLERIA NAZIONALE D’ARTE ANTICA DI PALAZZO BARBERINI ROMA

Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio Sacra famiglia con angeli, 1602 ‐ 1605 GALLERIA BORGHESE ROMA

Orazio Gentileschi Davide che contempla la testa di Golia GALLERIA SPADA ROMA

Giovanni Baglione Amor sacro e amor profano, 1602 GALLERIA NAZIONALE D’ARTE ANTICA DI PALAZZO BARBERINI ROMA

Federico Zuccari Cristo morto tra angeli, 1566 – 1570 ca. GALLERIA BORGHESE ROMA

Maestro della Fiasca Fiasca con fiori, 1625 – 1630 ca. PINACOTECA CIVICA FORLÌ

Jan Brueghel il Vecchio Caraffa di fiori, 1591 1595 ca. GALLERIA BORGHESE ROMA

Caravaggio Ritratto di Paolo V Borghese, 1605 PALAZZO BORGHESE, COLLEZIONE PRIVATA ROMA

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