Peccatori con iPhone o iPad? C’è un App!

Da poco abbiamo imparato il neologismo “App” che significa applicazione ed in particolare per telefonini di ultima generazione. Non è solo una abbreviazione ma ormai [...]

Da poco abbiamo imparato il neologismo “App” che significa applicazione ed in particolare per telefonini di ultima generazione.

Non è solo una abbreviazione ma ormai è divenuta una brutta parola entrata di prepotenza nel lessico comune. Premessa necessaria per illustrare, seppur brevemente, l’”App” per “iPhone e iPad” i cattolici che non affrontano la confessione, magari per i troppi peccati o magari per “mancanza di tempo”. Ecco, quando l’anima è ricolma di peccati e si sente il peso delle colpe, viene in soccorso “Confession: A Roman Catholic App“, applicazione studiata e sviluppata con la collaborazione del reverendo Thomas G Weinandy del Segretariato per le pratiche dottrinali e pastorali della conferenza americana dei vescovi cattolici e con il reverendo Dan Scheidt, pastore della Queen of peace catholic church di Mishawaka.

Insomma, con poco meno di due euro – l’App “Confession” ha già varcato l’Oceano ed è disponibile su iTune – il telefonino (Apple, ovviamente) o l’iPad si “arrischisce” del “lava coscienza”. Password, user, pagamento e infine appare il logo. Ma non è un videogame perchè al penitente viene richiesto di confessare i propri peccati. Le domande dell’applicazione riguardano famiglia, misericordia, pace, tolleranza  eccetera. Scorrendo, in sostanza, l’elenco dei dieci comandamenti il peccatore dovrà rispondere e recitare una preghiera. Chi ha studiato l’App si affretta a dire che il rapporto con l’utente non può essere considerata una confessione – anche perchè mancherebbe l’assoluzione – ma, semmai, la preparazione alla confessione canonica che si fa dinnanzi ad un sacerdote.

Chi da tempo non si confessa, quindi, troverà un aiuto – nelle intenzioni dei “creatori” del marchingegno – per affrontare il giudizio del prete senza ansie o paure. Peccato, addio, verrebbe da dire ma chi lo utilizzerà dovrà fare attenzione a non farsi sorprendere mentre si confessa in auto. Non ci sono prediche che tengano. Punti in meno sulla patente sono assicurati e neppure il buon Dio potrà intercedere per evitarlo.

Sull’applicazione interviene il drettore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi che ha puntualizza – riferisce l’agenzia Ansa – che “Non c’è sacramento della confessione senza il dialogo tra il sacerdote e il penitente e che è essenziale capire bene che il sacramento della penitenza richiede necessariamente il rapporto di dialogo personale e l’assoluzione da parte del confessore presente“.

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