Itinerari del week end: a San Mauro Pascoli sulle tracce del poeta

A San Mauro tutto o quasi parla di Giovanni Pascoli, il figlio più illustre di questa località della provincia di Forlì-Cesena. Addirittura nel 1932 il [...]

A San Mauro tutto o quasi parla di Giovanni Pascoli, il figlio più illustre di questa località della provincia di Forlì-Cesena. Addirittura nel 1932 il borgo ha cambiato nome assumendo quello di San Mauro Pascoli al posto dell’originario San Mauro di Romagna.

Ma pochi sanno che questo centro è anche il “paese delle calzature”: dopo la seconda guerra mondiale le botteghe artigianali iniziarono a moltiplicarsi. E oggi lì hanno sede alcune delle più note marche di questo settore: oltre 120 le aziende con 2500 addetti per una produzione che raggiunge i 15 milioni di paia di scarpe all’anno, di cui dieci destinate al mercato estero. Il patrono è san Crispino che è anche protettore dei calzolai.

Casa Pascoli

La casa del poeta, prima tappa dell’itinerario, si trova a poca distanza dalla centrale piazza Mazzini. In questo luogo Pascoli vide la luce nel 1855 e vi trascorse l’infanzia. Dal 1924 è monumento nazionale. L’edificio – oggi trasformato in museo – fu danneggiato durante il conflitto 1940-45: solo la cucina restò intatta. Ancora oggi ha l’originale travatura in legno del soffitto, il grande focolare domestico e l’acquaio in pietra, ed è arricchita con utensili e mobili d’epoca; in una bacheca sono inoltre esposti alcuni piccoli oggetti appartenuti alla madre del letterato.

Cappella Madonna dell'acqua

Dal piano inferiore, attraverso un percorso fotografico che documenta i momenti più importanti della vita del docente come i luoghi della memoria, la famiglia, la carriera e le onoranze, si sale al livello superiore dove, nella camera da letto, sono conservate la sua antica culla in legno, una serie di lettere autografe e firme di visitatori illustri.

Lì accanto ecco lo studio che Pascoli aveva a Bologna quando, succeduto a Giosuè Carducci, diventò professore di letteratura italiana all’Università: qui si possono ammirare, oltre ai mobili, preziosi documenti come le prime edizioni di quasi tutte le sue opere che puntualmente inviava in omaggio al Comune con affettuose dediche, i vocabolari e giornali come “Il Resto del Carlino” del 7 aprile 1912, uscito immediatamente dopo la sua morte.

Nel giardino è stato allestito un percorso botanico-poetico con protagoniste le  diverse specie ricordate dai versi dell’autore della “Cavallina storna”: le rose rampicanti al muro, i giaggioli azzurri, la cedrina, e il tronco del pioppo alto e slanciato. In mezzo all’area verde è presente, su un plinto di pietra calcarea, il busto bronzeo dedicato a Pascoli, mentre ai margini s’innalza la seicentesca cappella della Madonna dell’acqua che fu molto amata dal poeta.

Il manufatto in pietra grigia, pesantemente bombardato, è stato successivamente ricostruito. E’ a navata unica, con l’abside coperta da una volta a botte. Nel cimitero di San Mauro s’incontra poi il mausoleo della famiglia Pascoli. Per altro, non è lì che è stato sepolto Giovanni che riposa a Castelvecchio di Barga.

Tornati in centro, in piazza Mazzini, merita una sosta il municipio, palazzo settecentesco che fu acquistato all’asta pubblica dopo essere stato confiscato al papato con l’Unità d’Italia. In passato vi alloggiavano, nel periodo estivo, le orsoline di Rimini che si recavano a pregare nell’oratorio di San Sebastiano, minuscola costruzione della seconda metà del ‘700 che sorge di fronte al Comune e che oggi è utilizzata come sede espositiva.

E ancora: vale successivamente la pena di raggiungere all’estremo limite di San Mauro, in via Due Martiri, la tenuta dei principi Torlonia, caratterizzata da una villa del 1780 conosciuta come “Torre di Giovedia”. Nell’abitazione del fattore per un breve periodo si trasferì anche la famiglia Pascoli quando il padre era amministratore di quei possedimenti rurali. Presso questo complesso l’ultima domenica di giugno è in calendario una mostra di macchinari agricoli d’epoca con tanto di trebbiatura.

Suona anche la sirena come quando veniva raggiunta una  prefissata quantità di tonnellate di grano. Vicino alla dimora, sono state rinvenute, durante gli scavi per la costruzione del canale emiliano-romagnolo, alcune fornaci romane per la fabbricazione di laterizi.

Il mausoleo a Pascoli

Quella d’inizio estate è solo una delle molteplici occasioni per recarsi a San Mauro. Altre, per esempio, sono la festa della conchiglia che va in scena il primo fine settimana di luglio in spiaggia, e quella “d’autunno”: la notte di Halloween (31 ottobre) il centro viene tenuto al buio dalle 19 alle 24.

Senza dimenticare il “Palio dei ciabattini” nel terzo week end di settembre. La visita non può che concludersi con qualche ora di relax sui settecento metri di sabbia finissima e dolcemente degradante verso l’Adriatico di San Mauro Mare, sette chilometri e mezzo da San Mauro Pascoli il cui territorio, interamente pianeggiante, è delimitato dai fiumi Rubicone, a nord ovest, e Uso, a sud est, lungo cui è situato il piccolo lago Pascoli. (Marco Fornara)

Villa Torlonia

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