Per San Valentino, come ormai di consuetudine, ingresso in tutti i musei statali per due visitatori al costo di un solo biglietto. E se gli italiani proprio io non ce la fanno a fare l ‘Italia, per San Valentino l’Italia sarà unita sotto il segno di una festa popolare ma non nell’accezione negativa del termine, cioè di evento dozzinale e mediocre, ma nel senso di ciò che attiene, in modo profondo, al popolo italiano.
L’ amore, le storie d amore di ogni tipo, amore sacro o amore profano, donne, inganni, passioni e potere, cuori e spade, questo, sì, riesce ad unire.
Accurata la scelta della locandina da parte del ministero dei Beni Culturali per pubblicizzare l‘iniziativa. Al posto dei soliti soggetti di innamorati, mutuati dalla vasta gamma che secoli di arte ci ha consegnato,il Mibac sceglie il Discobolo di Mirone del 445 a. C. per meglio dire si tratta della copia in marmo giuntaci dall’antichità (l’originale in bronzo è andato perduto), attualmente custodita nel Museo Nazionale Romano
Rappresenta un atleta Hyakintho (Giacinto ) che sta per scagliare un disco. Il giovane era amato da Apollo che però per errore lo uccise proprio con quel disco. Dal suo sangue Apollo creo il fiore di Giacinto. Una storia struggente e meravigliosa. Come tutte le grandi storie d amore.
Forse anche giacinti troveremo, nei giorni del 12 e 13 febbraio, nell’ istallazione floreale del mastro fiorista Giuseppina Della Rocca, al Castello Piccolomini de l’ Aquila dove si potrà visitare il Museo d’ arte sacra della Marsica.
Le iniziative sono davvero tante tutte consultabili sul sito www.beniculturali.it e coinvolgono le grandi città italiane ma anche le piccole realtà di provincia.
Spulciando il corposo elenco di decine di eventi, a destare particolare curiosità sono due iniziative parallele.
Al Museo di Palestrina a Roma incuriosisce il breve viaggio antiquario tra riti, pozioni e filtri d ‘amore . Un viaggio speciale questo negli “amatoria pocula“, come erano chiamati nell’antica Roma i magici miscugli. All’ epoca furono proibiti con varie leggi, ma nessuna riuscì a frenarne la diffusione. Virgilio racconta che i carmina, le potenti formule che accompagnavano i rituali magici,erano capaci di “far precipitate la luna giù dal cielo“.
Anche a Livorno nella sala del consiglio di Palazzo Piombino il 13 febbraio Umberto Canivaro, esperto di storia del diritto statuario, terrà una conferenza dal titolo : Erbe, pozioni, malefizi d’ amore. Le tradizioni popolari e la letteratura alchimista nel Medioevo .
Insomma pare che a San Valentino quest ‘anno vadano di moda magie, intrugli e pozioni magiche. Allora chissà che, ingerita la pozione, scartato il cioccolatino di rito e fatto qualche scongiuro, la magia che tanti sognano non si avveri, magari in un museo e proprio davanti a un quadro. (Virginia Zullo)
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