Ha debuttato alla Cavallerizza il 18 gennaio, ma prosegue con le repliche fino al 6 febbraio Questa sera si recita a soggetto, un classico pirandelliano rivisitato con la regia di Virginio Liberti. Il testo conclude la trilogia del teatro nel teatro di Luigi Pirandello (Sei personaggi in cerca d’autore, Ciascuno a suo modo, Questa sera si recita a soggetto) e fu allestito in prima italiana proprio al Teatro di Torino il 14 aprile 1930. Oggi viene rimesso in scena a ottant’anni dal debutto, un ritorno alle origini del teatro. Lo spettacolo si inserisce nel Laboratorio Italia, la stagione teatrale dello Stabile torinese dedicata da Mario Martone al 150° Anniversario dell’Unita’ d’Italia.
Allestire Questa sera si recita a soggetto significa riscoprire la trilogia che fu occasione di riflessione sul teatro di quel tempo e gettò le basi per un progetto di teatro futuro. Il discorso pirandelliano sulla natura del teatro, sulle sue contraddizioni e sulla capacità di esprimere emozioni primarie si intreccia con la pratica del teatro musicale, con l’irruzione sulla scena di uno spettacolo di prosa, di brani del Trovatore cantati dalle attrici. «Virginio Liberti – dichiara Martone – indaga nuove possibilità di interpretazione di quel gioco di scatole cinesi che è Questa sera si recita a soggetto, leggendolo in rapporto a una tradizione tanto celebrata musicalmente quanto misconosciuta teatralmente, quella del melodramma». Ma, come sempre accade con Pirandello, c’è bisogno di un rigoroso lavoro di “archeologia” per riportare la commedia alla sua autentica potenza. Battute come «L’arte è sul palcoscenico, la vita in platea» sono ormai acquisite, così come la presenza di attori in sala, basti pensare alla risorsa che questa pratica rappresentò per il teatro degli anni ’60 e ‘70.
La trama ruota attorno a una compagnia di attori, diretta dal capocomico Hinkfuss, che deve rappresentare una novella pirandelliana che il capocomico ha reinterpretato trasformandola in un suo lavoro. L’opera rappresentata, imperniata sul dramma della gelosia, è ambientata in un paesino della Sicilia ed è tratta dalla novella Leonora, addio. Protagonisti sono l’ingegnere minerario Palmiro La Croce soprannominato “Sampognetta”, la moglie signora Ignazia, oriunda di Napoli, soprannominata la “Generala” e le quattro belle figlie: Mommina, Dorina, Totina, Nenè. Gli attori devono recitare a soggetto (cioè non imparando a memoria il copione fornito dal capocomico, ma creando loro le battute) ma quando non sono d’accordo, in segno di protesta contro questo metodo sbagliano volutamente e inventano scene non suggerite dal capocomico. Ciò non compromette per nulla il dramma che riscuote grande successo.
Intento dello spettacolo è quello di rappresentare il conflitto tra gli attori, immedesimatisi nei personaggi, e il loro capocomico, pronto a rivoluzionare una novella per adattarla al suo modo di fare teatro.
Per informazioni su orari e costi consultare il sito www.teatrostabiletorino.it
Questa sera si recita a soggetto
CAVALLERIZZA REALE
fino al 06/02/2011
di Luigi Pirandello con Michele Di Mauro, Gisella Bein, Riccardo Lombardo,Tatiana Lepore, Simona Nasi, Rossana Gay, Francesca Rota, Amandio Pinheiro, Antonio Alveario, Mariano Pirrello, Pasquale Buonarota, Lino Musella, Massimiliano Poli. Regia di Virginio Liberti.
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