Guareschi e Laureni: segni dai lager. Una mostra a Trieste

Una mostra da vedere. Assolutamente. Verrà ripercorsa la vita nei campi di concentramento nazisti degli ufficiali del Regio esercito italiano che scelsero, dopo l’8 settembre [...]

Una mostra da vedere. Assolutamente. Verrà ripercorsa la vita nei campi di concentramento nazisti degli ufficiali del Regio esercito italiano che scelsero, dopo l’8 settembre 1943, di non continuare a combattere a fianco dei tedeschi. E’ stata inaugurata ieri, martedì 25, alle 17 la mostra documentaria “Guareschi e Laureni: segni dai lager. Testimonianze di due internati militari” che sarà visitabile, sino al 2 giugno, nella sala del museo della Risiera di San Sabba (Trieste), che fu l’unico campo di sterminio in Italia del Terzo Reich.

Risiera San Sabba

Quelle tragiche vicende sono raccontate attraverso 150 disegni di Nereo Laureni, grafico e artista triestino, tutti eseguiti durante la prigionia, e una selezione delle pagine di Giovannino Guareschi, tratte dal “Grande diario” e dal “Diario clandestino”. Laureni, che s’è spento a 89 anni nel 2008, ai tempi del conflitto era un soldato. Dopo aver terminato gli studi d’arte a Venezia, insegnò disegno fino all’esperienza bellica per poi passare al settore urbanistico del Comune giuliano. Guareschi, da parte sua, è stato uno scrittore e giornalista italiano, oltre che caricaturista e umorista. I suoi libri hanno venduto venti milioni di copie.

I personaggi più famosi fra quelli da lui creati sono don Camillo, il robusto parroco che parla col Cristo dell’altare maggiore della sua chiesa, e il suo antagonista, il sindaco comunista del paese Peppone, al secolo Giuseppe Bottazzi, diviso tra il lavoro nella sua officina e gli impegni della politica. L’iniziativa s’inserisce nella serie di eventi promossi a Trieste in occasione della celebrazione del “Giorno della memoria” che il Parlamento italiano nel 2000 ha istituito per ricordare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e le persecuzioni subite dal popolo ebraico e dai deportati militari e politici italiani.

Primo Levi

Tra gli altri appuntamenti di oggi, alle 10.30, all’auditorium del museo Rivoltella è in programma lo spettacolo teatrale “Vite strappate”, omaggio a Giovanni Palatucci liberamente tratto da “Lettere dalle lettere” di Franco Stano e da “I sommersi e i salvati” di Primo Levi. Lo stesso Palatucci, deceduto a neanche 36 anni a Dachau, è venerato col titolo di Servo di Dio dalla chiesa cattolica. Poliziotto, commissario di pubblica sicurezza, ha ricevuto alla memoria la medaglia d’oro al merito civile per aver salvato la vita a circa 5mila ebrei durante la seconda guerra mondiale: per questo è stato anche nominato “Giusto tra le nazioni”. (Marco Fornara)

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