Simone Pellegrini, Marco Tirelli, Jan Van Oost, Eduard Winklhofer.
Con gli ultimi ma non ultimi quattro nomi, si conclude la presentazione degli artisti che Giacomo Guidi/MG Art arte contemporanea propone al pubblico e ai collezionisti di Arte Fiera Art First la prestigiosa kermesse in programma dal 28 al 31 gennaio a Bologna.
Come suggerito nei precedenti speciali (clicca qui - clicca qui - clicca qui – clicca qui), si presenta con una rosa di proposte che affianca suggestioni, esperienze artistiche, prospettive, ispirazioni, sguardi diversi risolvendosi a offrire un interessante spaccato dell’arte contemporanea dove la qualità è il filo conduttore.
SIMONE PELLEGRINI – Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino nel 2000. Sin dal principio è manifesta la sua attitudine “mitopoietica” che lo porta a creare opere in cui ogni principio rivelantesi viene sconfessato dalla sempre rinascente attitudine alla rielaborazione dei costituenti d’opera.
Le sue carte sono composte da elementi formali “ritornanti”, figure che dopo lente metamorfosi hanno preso a riposare su se stesse solo per potersi definitivamente relazionare le une con le altre. Ogni singola immagine viene disegnata su un frammento cartaceo per poi essere trasferita sul supporto definitivo.
Sin dalla sua prima personale presso la Galleria Cardelli&Fontana di Sarzana del 2004 dal titolo “Rovi da far calce”, l’artista si destina alla suddetta tecnica che da allora lo accompagna nel tempo. Le immagini sempre riferentisi all’umano cominciano nel tempo a declinare verso forme fitomorfe. Ampi florilegi risultano dalla successione di divaricate di donna, l’uomo è spesso ridotto a reggente del proprio fallo che in lui si insinua come potenza della Natura disposta ad eccederlo. Del 2006 è la sua prima personale presso la Galerie Hachmeister di Munsterdal titolo “Stille”. Comincia qui la sua prima collaborazione con una galleria straniera che consentirà all’opera dell’artista di essere conosciuta anche in ambito europeo anche grazie alla partecipazione, da allora assidua, ad ArtCologne.
Nel corso del 2007 alcune sue opere vengono acquisite dalla Fondazione Antonio Mazzotta; a tale acquisizione fa seguito la sua personale presso lo SpazioMazzotta di Milano a cura di Martina Cavallarin. Dello stesso anno è la mostra “Sine die” curata da Alberto Zanchetta e tenutasi al Museo d’arte contemporanea di Gibellina.
Nell’anno successivo inaugura la sua prima personale in Francia presso la Galerie Fabrice Galvani di Toulouse. Viene invitato alla 9º edizione del Premio Cairo tenutasi al Museo della Permanente di Milano.
Nel 2009 inaugura la sua personale “Agalmata” che si tiene a Reggio Emilia nella sede privata della Galleria Bonioni e in quella pubblica del Museo Spallanzani. “Begierde” è il titolo della sua seconda personale presso la Galerie Hachmeister di Munster.
MARCO TIRELLI – Nasce a Roma nel 1956. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si diploma in scenografia con Toti Scialoja. Tra le prime mostre ricordiamo la collettiva ‘Italiana. Nuova immagine’ a Ravenna (1980) e la presenza alla ‘Biennale di Venezia’ del 1981; al 1984 risale la prima mostra personale presso Galleria L’Attico di Roma nella quale presenta dipinti ad olio su carta intelata: in queste opere un medesimo elemento figurativo è ripetuto, accostato o sovrapposto, configurando una inedita tensione verso una concezione spaziale che, riprendendo la tradizione delle avanguardie, la rinnova in sintonia con il clima pittorico contemporaneo. A metà degli anni ’80 trasferisce lo studio nei locali dell’ex pastificio Cerere in Via degli Ausoni, nel quartiere romano di San Lorenzo, che diventa in quel periodo un vitale centro propulsore della cultura artistica. Qui si tiene, nel 1984, la mostra ‘Ateliers’ in occasione della quale gli artisti residenti aprono i loro studi al pubblico. A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta la sua ricerca formale e cromatica tende ad una maggiore essenzialità con strutture austere e armoniose, che si rifanno ad un’idea di canone di respiro classico: la luce diviene rivelatrice di una presenza e di un’apparizione che si esemplifica in forme slegate da una relativa mondanità e dal forte sentore metafisico. Nel 1985 partecipa alla collettiva ‘Anniottanta’ presso la GAM di Bologna e nel 1990 partecipa con una sala personale alla Biennale di Venezia e la Galleria Civica di Modena gli dedica una mostra personale. Nello stesso anno espone, con Sol Lewitt, all’American Academy di Roma e partecipa alla Biennale di Sidney. Nel 1997 ha vinto il premio Michetti e nel 2003 la GAM di Bologna gli ha dedicato un’ampia antologica. Vive e lavora a Roma e a Spoleto. (qui l’originale)
JAN VAN OOST – Nasce nel 1961 a Deinze (Belgio).Vive e lavora a Ghent. Porre un limite umano alla trasgressione totale nei confronti della vita in un esistenza artificiale e virtuale, essenzialmente drammatica, è l’impegno etico nei confronti della vita che Jan Van Oost sostiene nella sua ricerca.
Per l’artista belga l’arte è come un ancora che tiene fermo l’uomo all’umano, un fuori programmanello slancio cieco della virtualità che fa riscoprire in soste poetiche sentimenti intimi, fragil, veri e al tempo stesso cosi profondi da suscitare un forte sensoattaccamento al senso di finitezza che appartiene alla natura dell’essere umano di ascendenza simbolista. Finitezza che comporta una sosta nella dimensione “globalizzante” della contemporaneità e apre sulla’individuo, sul suo sentire soggettivo, sulla sua libertà che torna ad essere la naturale misura delle cose.
EDUARD WINKLHOFER - E’ nato a Voitsberg in Austria nel 1961.
A diciotto anni si trasferisce in Italia a Perugia, studia pittura all´Accademia di Belle Arti con l´artista Nuvolo docente alla cattedra e poi direttore e Storia dell´Arte con la docenza di Bruno Corà. In questo luogo si lega ad un gruppo di artisti e intellettuali in piena attività e all´Accademia ha la fortuna di conoscere e incontrare artisti di statura internazionale.
Espone dagli anni ottanta in Austria, in Slovenia, in Italia e nell’ex Unione Sovietica con un soggiorno di alcuni mesi a Mosca. Sempre in questo periodo segue e collabora all’attività espositiva dell´associazione per le Arti Visive Opera a Perugia.
Nel 1993 inizia l´assistenza alla cattedra di Pittura di Jannis Kounellis all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, e alla fine del 1999 apre uno studio e vi si stabilisce definitivamente dopo la nascità del figlio. In Germania, oltre alle mostre, viene invitato alla realizzazione di installazioni sceniche per il teatro a Vadutz, Monaco di Baviera, , Berlino e in seguito Amburgo e Vienna. Il contatto con l´Italia resta tuttavia vivo nel tempo e salda con regolare frequentazione gli incontri e la storia del suo lavoro.
GIACOMO GUIDI & MG Art ARTE CONTEMPORANEA
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