Un secolo di scultura inglese attraverso 20 opere e alcuni artisti icona del XX secolo. Apre il 22 gennaio alla Royal Academy of Arts di Londra, Modern British Sculpture, un percorso che dà l’occasione di ritrovare un inedito Damien Hirst, quello di Let’s Eat Outdoors Today, ennesima provocazione firmata dallo “young british artist” mostrata come esempio emblematico della scultura britannica contemporanea.
“Andiamo a mangiare all’aperto” consiste in una scatola di vetro enorme divisa in due metà. In una metà è collocato un barbecue in acciaio contenente un vassoio pieno di vermi che si schiudono diventando mosche, mentre l’altra metà rappresenta un generico insieme di mobili da giardino in plastica – un’anonima tavola bianca e cinque sedie, di quelle che si trovano in tanti giardini. Sul tavolo fanno bella mostra di sé i resti di un pasto, c’è anche un pollo smangiucchiato. Appeso sopra il tavolo, un inquietante apparecchio elettrico moschicida, di quelli con la luce blu.
“Stavo pensando a come evitare lo sporco a tutti noi, ma tutti noi alla fine torneremo in terra - ha spiegato di recente l’artista – Ero molto interessato a come stavamo cercando di isolare l’orrore dalla nostra vita e rimuoverlo.” L’opera richiama un lavoro famoso di Hirst “A Thousand Years, in cui le larve si schiudono in mosche che si alimentano su una testa di mucca mozzata, prima di rimanere anche loro fritte da una zanzariera elettrica.
Insomma, questo artista sempre molto contestato, abituato ormai da anni a marinare carcasse animali in formaldeide per parlare di vita e di morte, ottiene l’ennesima consacrazione ufficiale. La mostra, infatti, pone l’opera di Hirst accanto a quella dei grandi della scultura britannica: da Henry Moore ad Alfred Gilbert (suo è l’Eros che svetta sopra Piccadilly circus) al “poeta” della land art Richard Long.
E avere Hirst in mostra fa indubbiamente bene allo show.
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