News da MG-Art. Speciale Arte First Bologna (III)

Ancora uno speciale di avvicinamento ad Arte Fiera Art First, spazio curato da Giacomo Guidi/MG Art arte contemporanea che accanto alla presentazione del proprio team [...]

Ancora uno speciale di avvicinamento ad Arte Fiera Art First, spazio curato da Giacomo Guidi/MG Art arte contemporanea che accanto alla presentazione del proprio team propone una piccola guida all’importante rassegna in programma dal 28 al 31 gennaio a Bologna.

La trentacinquesima edizione della fiera sarà caratterizzata da una presenza straordinaria, una vera e propria icona vivente dell’arte performativa: Marina Abramovic.

Venerdì 28 gennaio 2011 presso l’Aula Magna di Santa Lucia (Via Castiglione 26), con inizio alle ore 21, la “regina delle performance” commenterà dal vivo il suo ultimo lavoro Seven Easy Pieces, intervistata dal critico d’arte Renato Barilli.

Nel film, realizzato per il Guggenheim di New York, l’Abramovic reinterpreta cinque celebri performance storiche compiute da Vito Acconci, Joseph Beuyes, Valie Export, Gina Pane, Bruce Nauman, insieme ad altre due performances da lei stessa realizzate. Questo capolavoro ha già conquistato i più importanti festival in Israele, Polonia, Australia, Canada, Germania e Giappone.

Il film della durata di 95 minuti sarà proiettato in replica sabato 29 gennaio alle ore 20 e domenica 30 gennaio alle ore 14, presso il cinema Lumière (via Azzo Gardino 65).

Per la serata del 28 l’ingresso è ad inviti, questi saranno disponibili a partire da mercoledì 26 gennaio presso l’Urp dell’Università di Bologna (via Largo Trombetti 1 – ore 9.00/12.30) nel numero massimo di 2 inviti a persona. L’ingresso alle repliche di sabato 29 ore 20.00 e domenica 30 ore 14.00 presso il Cinema Lumière è gratuito con tessera FICC.

Per i dettagli: www.artefiera.bolognafiere.it

LA PROPOSTA GIACOMO GUIDI -MG ART

Dopo i primi due speciali (clicca qui e clicca qui), continuiamo con la presentazione della squadra di artisti che la galleria Giacomo Guidi – Mg Art porterà in fiera. Oggi ancora tre nomi, tre provenienze artistiche differenti, tre presenze diverse, tutte di grande intensità: Eugenio Giliberti, Candida Hofer, Imi Knoebel.

EUGENIO GILIBERTI nasce a Napoli nel 1954. Nei primi anni Ottanta, in una stagione che vede l’esaurirsi di esperienze materiche e l’inizio di altre con forti valenze pittoriche, il lavoro di Eugenio Giliberti si definisce in un ambito nel quale primaria è la ricerca metodologica e concettuale sulle problematiche che l’opera nel suo essere pone e sulle sue definizioni formali.

Presente in importanti rassegne della giovane arte italiana come “Evacuare Napoli” (Napoli, 1985), Avvistamenti (Capri, 1988), “Regina Bleu” (Marsiglia, 1989), “Artedomani 3″ (Spoleto, 1992), nella sua prima personale (Lisbona, Galleria Alda Cortez, 1992) l’artista trova nel lavoro inedite modalità di coniugazione dei nessi che correlano la forma al colore. Nel 1994 inizia una ricerca specifica sul colore, attraverso la campionatura delle possibili modalità compositive delle diverse tonalità, superando l’aspetti percettivo o analitico per assumere valenze dal forte coinvolgimento spaziale che presenta in personali a Napoli (Galleria The, 1996), Montreal (Occuerrence, 1998), e Ludwigsburg (Kunstverein, 2001).

Nel 1996 è autore di una grande istallazione a Forma Urbis, la XXIII edizione della Biennale di Gubbio. Alla fine degli anni Novanta l’esperienza cromatica e plastica degli ‘oggetti platonici’ si modifica in realizzazioni tridimensionali che assumono come forma visiva l’iconografia del corpo umano e di insetti, in particolare la fastidiosa zanzara, che espone in “Futurama” (Prato, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, 2000) e in “Castelli in Aria” (Napoli, Museo di Castel Sant’Elmo, 2001). Nel 2003 ha realizzato quattro istallazioni pittoriche e plastiche in una personale al Castel Sant’Elmo a Napoli e nel 2006 un’ampia personale presso la Galleria Milano nella città omonima e ha partecipato alla XII Biennale di Scultura di Carrara. Vive e lavora a Napoli.

CANDIDA HOFER – E’ Nata nel 1944 a Eberswalde, in Germania. Tra il 1973 e il 1976 studia alla Kunstakademie di Dusseldorf e dal 1976 e il 1982 apprende la fotografia con Bernd e Hilla Becher.  Esponente del gruppo internazionalmente noto come la Scuola di Dusseldorf, l’artista ama indagare con stile documentario luoghi di incontro e di riunione in condizione di totale assenza dell’uomo. Nella sua lunga carriera, partita negli anni ’70, decine di mostre internazionali in prestigiose gallerie pubbliche e private (clicca qui)

KLAUS WOLF KNOEBEL –  Nasce il 31 dicembre del 1940 in Germania. Passa l’infanzia vicino Dresda e si trasferisce con la famiglia a Mainz nel 1950. Dal 1962-64 Imi Knoebel studia al Darmstadt ‘Werkkunstschule’, in un corso basato sulle idee del pre-Bauhaus tenuto da Johannes Itten e Lászlo Moholy-Nagy. Durante le lezioni Knoebel incontra Rainer Griese. Entrambi adottano il nomignolo Imi,  un modo usato tra amici per dirsi “ciao”. affascinati dagli amici dal’insegnante Joseph Beuys, i due amici si trasferiscono alla Düsseldorf art academy nel 1964, . Nel 1968 Knoebel crea la sua prima opera importante, un installazione intitolata Raum 19, così chiamata dal nome dell’aula 19, che Beuys aveva assegnato ai suoi studenti all’accademia. All’epoca Knoebel studiava già la relazione tra spazio, supporto fotografico e colore in serie analitica.

Bisogna tributare a un suo altro ispiratore, Kasimir Malevich, l’ idea della riduzione della pittura alle sue coordinate elementari . dopo pure immagini lineari, proiezioni di luci e foto bianche (1972-75), Knoebel inizia ad usare il colore nel 1974.

Dal 1975 a oggi , Knoebel ha lavorato su un gruppo di opere denominate Mennigebilder, cosi chiamate dal nome di una vernice usata nelle costruzioni in acciaio dal nome di Mennige Paint, usata dall’artista per le opere stesse. Nella seconda metà degli anni 70, dopo queste opere poligonali , sono apparse forme ancora più libere , che contengono l’intero spettro di colore. Progetti come ‘Deutsches Tor’ e ‘Kinderstern’, entrambi realizzati nell’1988, rivelano le intenzioni sociali e politiche dell’artistat. Nel 1999 Knoebel ordinò 7000 pacchetti di IMI Starkreiniger (Pulitori) al VEB Waschmittelwerk Genthin, provando a commentare ironicamente la situazione politica del tempo.

Il lavoro di Knoebels può essere visto nella mostra personale al museo di Düsseldorf nel 1975, Winterthur e Bonn in 1983 e Hamburg nel 1992 e nel 2003. Ha anche partecipato a importanti esibizioni di gruppo e nel 1996 l’ Haus der Kunst di Monaco ha ospitato una larga retrospettiva dei suoi lavori.

GIACOMO GUIDI & MG Art ARTE CONTEMPORANEA

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