Un’ondata di giallisti italiani si prepara a invadere la Gran Bretagna ed a porsi in diretta concorrenza con con i rivali scandinavi come Stieg Larsson, beniamini del pubblico locale ma che forse cominciano ad accusare una certa stanchezza.
Riprendiamo dal Guardian “Il tempo per la fiction italiana sta arrivando, grazie all’adattamento dei romanzi di Aurelio Zen“, ha dichiarato al prestigioso quotidiano Laurence Colbert, editor presso la piccola casa editrice Bitter Lemon Press, che sta traducendo alcuni bestseller italiani di autori che non sono ancora noti nel Regno Unito.
A spianare la strada ai giallisti italiani è però la tv, precisamente la serie dell’investigatore veneziano Aureliano Zen, trasmessa in questo periodo su BBC1 con protagonista Rufus Sewell. Peccato che il detective, sconosciuto in Italia, sia frutto di una penna inglese, Michael Dibdin.
Ma tanto basta a spianare la strada ad autori italiani, come Gianrico Carofiglio, già magistrato dell’anti-mafia a Bari e creatore del personaggio di Guido Guerrieri, avvocato che si muove e agisce nel capoluogo pugliese. A marzo nelle librerie britanniche con Involuntary Witness (Testimone inconsapevole) primo romanzo che racconta le vicende del complesso personaggio Guerrieri.
Dopo aver toccato in Italia le 20 edizioni ed aver fornito il materiale per una fiction di successo, anche il bestseller di Giancarlo De Cataldo, Romanzo Criminale uscirà in lingue inglese.
“Oggi la fiction sulla criminalità raffigurante l’Italia ha il compito di sfuggire agli stereotipi del buon cibo e della bellezza, da un lato, ma anche i cliché mafiosi vecchio stile d’altra parte” ha detto De Cataldo e non è per nulla facile sfuggire ai luoghi comuni, tanto più in terra britannica.
Un altro autore ora tradotto in inglese, Massimo Carlotto, che è tra gli scrittori di Crimini, una raccolta di racconti uscita nel 2008 che raggruppa alcuni bei nomi del giallo made in Italy: Ammanniti, Camilleri, Lucarelli.
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