“Non tutto è risolto”, per Franca Valeri un omaggio lungo un mese. Al Teatro Valle

Un mese non è sufficiente per approfondire il contributo che Franca Valeri ha portato, e continua a portare allo spettacolo italiano, ma il teatro Valle [...]

Un mese non è sufficiente per approfondire il contributo che Franca Valeri ha portato, e continua a portare allo spettacolo italiano, ma il teatro Valle almeno ci prova regalando al pubblico romano una “monografia” che si dipanerà per tutto il mese di gennaio. La prima nazionale di Non tutto è risolto (11-23 gennaio), spettacolo di cui è autrice e interprete; e quindi uno dei suoi cavalli di battaglia La vedova Socrate (25 – 28 gennaio) e ancora due serate – incontro nelle quali parlerà di altre due grandi passioni: il cinema (ricordiamo che è stata diretta da grandi registi italiani) e la lirica (è stata regista di numerosi melodrammi). Passioni “altre”, sia chiaro, il teatro è un’altra cosa:

Il pubblico è la forza di chi ha la tempra, lo stato mentale dell’attore. Per questo il Teatro mi ha sempre dato molto di più rispetto al cinema, non parliamo della tv. Recitare davanti a un pubblico è diverso. Mica per esibizionismo, ma perché hai il puntiglio di proporre un testo alle persone che ti guardano, e capisci se lo capiscono, se gli fai piacere, se applaudono. Questo il cinema non te lo può dare. Anche se io, che ho avuto la fortuna di fare cinema nell’epoca d’oro dell’attore, perché esisteva la commedia, ho recitato in film che erano dei testi. Ma comunque questo non dà la stessa gioia che dà il teatro. E poi, a differenza del cinema, se ti senti vivo, se sei in salute, con il teatro puoi andare avanti in eterno“.

E’ all’intelligenza femminile il monumento che Franca Valeri ha innalzato in 60 anni di teatro (da celebrare in questo 2011); e se semplicisticamente troppe volte è stata liquidata come l’apripista della comicità “in rosa”, due fattori sono – per giustizia – da evidenziare. Uno: è rimasta ineguagliata. Due: la posizione che occuperebbe in un’ipotetica scala dei valori comici sarebbe di primissimo piano in termini assoluti e non relativi alla sola sfera femminile. Insomma, la “Sora Cecioni” se la giocherebbe coi grandi, e alla pari.

E adesso che questa signora assoluta del palcoscenico, s’è appena regalata un’autobiografia godibile come un romanzo o un testo teatrale Bugiarda no. Reticente (Einaudi Editore), Franca Valeri torna a parlare della sua straordinaria esperienza di donna e di artista in “Non tutto è risolto”. “Non è un testo sulla vecchiaia è la protagonista ad essere vecchia”, diceva qualche giorno fa in tv.

Ma come può dirsi vecchia una persona che prende i pezzi della propie esstenza e, mossa dall’urgenza dello scrivere – un aspetto di Franca Valeri, quello di scrittrice, drammaturga e sceneggiatrice ancora poco considereto –  li rimonta, citando il regista Giuseppe Marini in “un caos ordinato e lirico in un’altalena di citazioni e rimandi che creano un cortocircuito vitale tra persona e personaggio” .

E la donna caparbia, torna a divertire e al tempo stesso a velare di malinconia  le sue trame:

Mi sono egoisticamente aggiudicata una protagonista che al crepuscolo di una vita lunga e avventurosa, reale quanto inventata (l’infelicità scartata con un colpo di tacco, il protagonismo raggiunto con la follia, i legami affettivi temuti come armi), sembra decisa a chiudere le sue partite ancora aperte con gli ultimi coprotagonisti della sua esistenza, siano essi persone, luoghi o oggetti. Ma basta anche una piccola mossa all’accanito giocatore per restare ancora, appunto, in gioco.I miei compagni di scena sono stati a priori nella mia immaginazione”, scrive l’autrice.

Diretta da Giuseppe Marini, Franca Valeri trova in scena Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini.

Liberamente ispirato a La Morte di Socrate di Friedrich Dürrenmatt, La vedova Socrate, in scena  dal 25 al 28, fu premiato dall’Eti nel 2003 come miglior monologo. Nel racconto teatrale Franca Valeri disegna con la consueta ironia il personaggio di Santippe, moglie di Socrate, un ritratto penetrante che impreziosisce ulteriormente una galleria di indiemnticabili personaggi.

La vedova Socrate

Così la vedova del filosofo tira le somme sulla vita del grande Socrate ritraendolo nella quotidianità coniugale e ne demolisce il mito a colpi di feroci, esilaranti stilettate. Per nulla scalfita dalla personalità del marito, infatti, lei lo ha vissuto come un uomo tanto noto quanto noioso, sempre con la testa fra le nuvole che addirittura “dice le cose che pensa prima” e si fa fregare le idee, e quel che è peggio anche i “diritti d’autore“. La Valeri opera una rilettura arguta e sorprendente, nella quale vengono bersagliati anche Platone, Aristofane, Alcibiade, ovvero gli amici che tutti i giorni bazzicavano casa e negozio. Ecco come sintetizza il personaggio: “Intelligente ma indissolubilmente legata alla sua estrazione popolare, Santippe elabora il suo compito di moglie senza tener conto di “chi è” il marito. E sembra che Socrate, lungi dal vergognarsi di quella massaia astuta, si sia anche giovato di certi suoi sprazzi di chiaroveggenza da maga di quartiere. Mi affascinava vedere come Santippe fosse passata indenne fra filosofi, etère, generali e fanciulli, in quotidiano colloquio con un marito di cui ancora oggi ci stupiscono le conclusioni morali. Certo Santippe ha preferito se stessa al mondo irreale del pensiero. Una onestà che l’ha fatta disprezzare dagli storici, ma che ne fa una gustosa eroina di teatro”.

Foto di testa: da La vedova Socrate

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