Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo (1743 – 1795) fu mago, guaritore, alchimista e truffatore. Il più grande di tutti in Europa nell’arte di far credere al prossimo quello che voleva lui, almeno a cavallo del 1700. Fu il simbolo italico dell’estro e della destrezza intellettuale messa al servizio del tornaconto personale. Fu processato, condannato e imprigionato nella rocca di San Leo alla fine di un percorso rutilante fatto di frequentazioni altolocate, salotti e riconoscimenti immeritati. Eppure, per qualcuno, incarna ancora alla perfezione l’immagine dell’uomo costretto ad fingersi qualcun altro per riuscire nella vita.
Così Alessandro conte di Cagliostro, lunedì 10 gennaio (ore 21) tornerà alla sbarra degli imputati, nel “tribunale” del Parco della Musica di Roma (Sala Sinopoli). Si tratta di un nuovo appuntamento con la fortunata rassegna, ormai pluriennale, dei Processi alla storia. E non sarà un caso che a rappresentare l’avventuriero Cagliostro ci sarà un noto fotogiornalista, il paparazzo per eccellenza, Rino Barillari, difeso da Umberto Rapetto capo del Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza.
Presidente della Corte sarà invece Filippo Berselli, avvocato e presidente della Commissione Giustizia del Senato, mentre il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati sarà il pubblico ministero.
Cagliostro non era proprio una brava persona, dunque la condanna dovrebbe essere scontata almeno per abuso della credulità popolare e truffa. Ma aveva dalla sua qualche buona attenuante? Le condizoni storiche, ad esempio, ed anche la difficoltà, una volta dato inizio al “gioco” ed aver conquistato la fama e la fiducia di un bel po’ di “grandi” del tempo di tornare sui suoi passi.
La seconda stagione dei Processi alla Storia sul palco della Sala Sinopoli andrà a avnti sino a maggio, nei prossimi mesi sul banco degli imputati saliranno anche Caravaggio, Giovanna d’Arco, Caino, Antigone e Giulio Cesare. Info 06-80241281 www.auditorium.com
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