La natura. Le immagini Wildlife photographer of the year 2010, al Forte di Bard

La delicatezza con la quale un feroce coccodrillo tiene il suo cucciolo tra i denti, lo spaesamento di un piccolo orango appena rimasto orfano, l’epopea [...]

La delicatezza con la quale un feroce coccodrillo tiene il suo cucciolo tra i denti, lo spaesamento di un piccolo orango appena rimasto orfano, l’epopea tragica dei tonni che dalle azzuurre libertà finiscono coi ventri squarciati sui ponti delle imbarcazioni; e poi la caccia del leone e del ghepardo, le lotte cruente tra uccelli dalle piume d’angelo; le tempeste, i cieli i ghiacci e la stupefacente grazia degli insetti. La vita e un passo dopo la morte, ma pure la bellezza di un mondo che potremmo perdere in un battito di ciglia. Cento e passa immagini di natura nuda e cruda, meravigliosa e violenta nela mostra del Wildlife photographer of the year 2010, al Forte di Bard (Aosta) dal 15 gennaio al primo di maggio.

Si tratta della prima tappa italiana del tour mondiale della mostra che raccoglie le immagini vincitrici del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine, giunto ormai alla sua 46esima edizione.

Il premio, che si tiene ogni anno dal 1964, è il più prestigioso al mondo nel suo genere, e in questa edizione ha visto la partecipazione di oltre tremila concorrenti provenienti da 91 Paesi.  In ognuna delle categorie, tra cui Animali nel loro ambiente, Comportamento degli animali, Mondo subacqueo e Luoghi selvaggi, sono stati selezionati un vincitore, uno o due secondi posti, e una selezione di encomi e menzioni speciali.

Tra le immagini esposte, saranno presenti al Forte di Bard la vincitrice del premio più ambito, il Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year, assegnato al fotografo ungherese Bence Máté per la sua fotografia A marvel of ants (Il miracolo delle formiche), istantanea che cattura la complessità del comportamento della formica tagliafoglie della foresta pluviale della Costa Rica e la prima classificata nella sezione giovani. Il Veolia Environnement Young Wildlife Photographer è stato vinto dallo scozzese Fergus Gill, per la sua immagine The frozen moment (Il momento ghiacciato), in cui ritrae una cesena posata sopra un albero.

Anche due fotografi italiani sono stati eletti vincitori di altrettante prestigiose categorie. Grazie ad un’immagine che cattura l’essenza dell’Africa selvaggia, Antonio Busiello ha vinto il premio nella categoria La natura in bianco e nero con la sua Storm gathering (La tempesta che cresce), riuscendo a cogliere il meraviglioso contrasto tra la quiete del momento e l’imminente tempesta. Dell’artista italiano, che vive in California, uno dei giudici esalta la bravura nell’aver rappresentato un panorama onirico che ritrae animali che sembrano recitare su un palcoscenico. L’opera A wild wonder of Europe (Una meraviglia selvaggia dell’Europa), che immortala le cascate di Veliki Prstvaci, nel Parco Nazionale del Lago Plitvice in Croazia, di Maurizio Biancarelli, nato a Gubbio, è stata giudicata la migliore nella categoria Luoghi selvaggi, perché espressione perfetta del timore reverenziale dell’uomo di fronte alla natura.

Info: 0125 833811 www.fortedibard.it

Bence Máté (Ungheria), vincitore dell'Eric Hosking Award con "Caiman’s little mouthful"© Bence Máté / Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010

Jordi Chias Pujol (Spagna), vincitore della seione One Earth con "Turtle in trouble" © Jordi Chias Pujol / Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010

Jordan Calame (USA) Catch of the day © Jordan Calame / Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010

Tony Wu (USA), vincitore della sezione Underwater World con "The big four"© Tony Wu / Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010

Eirik Grønningsæter (Norvegia), vincitore della sezione Animal Portraits con "Predatory steps" © Eirik Grønningsæter / Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010

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