MoMa, i ritratti filmati di Andy Warhol

Andy Warhol: Motion Pictures, al MoMA- New York fino al 21 marzo 2011. Una mostra per indagare l’esperienza cinematografica dell’artista, un cinema fatto di ritratti [...]

Andy Warhol: Motion Pictures, al MoMA- New York fino al 21 marzo 2011.

Andy Warhol. Screen Test: Nico (1965). © 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

Una mostra per indagare l’esperienza cinematografica dell’artista, un cinema fatto di ritratti e di non – narrativa, un cinema silenzioso e in bianco e nero che parte dalla metà degli anni ‘60.

I cosiddetti  “Screen test” mostrati come una grande installazione rivelano il fascino che esercitò per tutta la vita il culto della celebrità su Andy Warhol, un almanacco visivo della scena delle avanguardie newyorkesi del 1960 con le sue star, nomi come Edie Sedgwick, Nico, Baby Jane Holzer, il poeta Allen Ginsberg; il musicista Lou Reed, l’attore Dennis Hopper; l’autrice Susan Sontag; e la collezionista Ethel Scull, tra gli altri. Curata da Klaus Biesenbach, la mostra è organizzata in collaborazione con The Andy Warhol Museum di Pittsburgh.

Dodici “Screen test” in larga scala sono proiettati sulle pareti della galleria e all’interno di cornici, alcuni sono alti due metri per quasi nove metri di larghezza.

Nell’estate del 1963, in seguito ai suo ritratti di icone americane come Marilyn Monroe, Warhol cominciò a sperimentare la creazione di ritratti basati sul tempo con la pellicola. Con la sua cinepresa Bolex realizza un primo “ritratto”, Sleep,  riprendendo una performance del poeta e artista John Giorno. Il film è composto da vari colpi di sonno, un insieme in cinque ore e mezzo di non-azione. C’è poi Kiss, un lentissimo procedere di baci, girato nell’arco di diversi mesi. Questo vocabolario di durata estesa e dal contenuto minimo è culminata con Empire, un ritratto filmico di otto ore dell’ Empire State Building.

Dai primi 1964 al novembre 1966, Warhol ha usato il ritratto filmato in una serie di quasi 500 opere, i Test-Screen, appunto . Girati nella normale velocità del suono di 24 fotogrammi al secondo (fps), i ritratti sono stati destinati ad essere proiettati a 16 fps, la velocità dei vecchi film muti. Il risultato è una insolita lentezza, e mentre i primi soggetti furono invitati da Warhol ad emulare una fotografia e quindi a non muoversi e a non parlare; altri furono invitati ad “eseguire” un provino ed altri ancora furono catturati spontaneamente.

Andy Warhol. Screen Test: Allen Ginsberg (1966). 16mm film (black and white, silent). 4 min. at 16fps. @ 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

Andy Warhol. Screen Test: Lou Reed (1966). 16mm film (black and white, silent). 4 min. at 16fps @ 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

Andy Warhol. Kiss (1963-64). 16mm film (black and white, silent). 54 min. at 16fps. @ 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

Andy Warhol. Screen Test: Baby Jane Holzer (1964). 16mm film (black and white, silent). 4 min. at 16fps. © 2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy of The Andy Warhol Museum.

©2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Photo: Jason Mandella

©2010 The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Photo: Scott Rudd

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