Musica colta e popolare attorno al presepe – capolavoro del Banco Di Napoli

Il museo del Palazzo Reale di Napoli, in occasione delle festività natalizie apre le porte alla tradizione napoletana e al suo elemento cardine: il presepe. [...]

Il museo del Palazzo Reale di Napoli, in occasione delle festività natalizie apre le porte alla tradizione napoletana e al suo elemento cardine: il presepe.

Centro ideale della serie di eventi proposti il Presepe del Banco di Napoli, tra i più prestigiosi e completi della città, esposto nella Cappella Palatina. Il presepe nasce dalla preziosa raccolta che nel tempo ha riunito varie collezioni allo scopo di riprodurre il modello ideale del presepe napoletano settecentesco. La composizione ritrova ben 210 figure e 144 accessori; gran parte di questi elementi risalgono al Settecento, alcuni dei quali creati da grandi artisti, come il Sammartino (l’autore del famoso Cristo velato), i Celebrano, Angelo Viva, Lorenzo Mosca,  Salvatore Franco. L’allestimento scenico ricalca forme e temi tipici dell’epoca; “quadri” straboccanti di personaggi a molti dei quali la tradizione attribuisce una simbologia precisa. La sacra famiglia collocata  davanti ai ruderi di un tempio pagano (metafora del Cristianesimo che scaccia i vecchia dei) e dominata dalla fitta schiera di angeli e putti che rappresentano la Gloria. I Re magi in adorazione con la loro di figure orientaleggianti, strumenti musicali e animali esotici come il cammello e l’elefante. A destra della scena della Natività, figure umane e animali a rappresentare l’Annuncio ai pastori e l’immancabile Taverna, versione napoletana del diversorium del racconto evangelico di Luca. E infine, la molteplicità di figure tratte da spaccati di vita quotidiana: venditori di frutta e verdura, galline, uova e formaggi, un pescivendolo, la castagnara, un bottaio con carro e un arrotino, la bottega di maniscalco, il forno con statuine di panettieri, persino la figurina di uno scrivano pubblico e della sagoma del Vesuvio, sullo sfondo di uno stretto passaggio rupestre. E mentre le figure di ispirazione evangelica mostrano tratti dalla bellezza idealizzata, è fortemente realistico l’aspetto delle figure degli orientali (tra cui anche un moro gobbo) e dei diversi popolani, contadini e pastori. Una sequela di personaggi e oggetti che variamente esprimono i significati più profondi insiti nel presepe, rappresentazione simbolica del momento d’incontro con la morte riscattata dalla nascita di un essere divino.

Attorno a questo capolavoro saranno così riproposti i canti della tradizione popolare, accompagnati dal suono di ciaramelle e tammorre, mentre abili artigiani mostreranno al pubblico le tecniche di lavorazione antiche e moderne del presepe tradizionale e l’evoluzione di un genere nel quale trova spazio anche l’innovazione.

In un ideale gioco di contrasti la musica colta, presentata dai Complessi Artistici del Teatro di San Carlo, trova degno spazio nel Teatrino di Corte, di recente riaperto al pubblico, nel Salone d’Ercole e nella stessa Cappella Palatina di Palazzo Reale.

Come degna conclusione di questo percorso musicale il foyer ed il ridotto del Teatro San Carlo ospiteranno, nell’ambito di  “Notte al San Carlo”, un’ampia selezione di brani vocali legati alla tradizione natalizia e di composizioni strumentali celebri, da Mozart a Schubert, da Ennio Morricone a Nicola Piovani. Il programma è denso, si comincia il giorno di Santo Stefano, con concerti lungo l’intera mattinata; si prosegue il 28 e ancora il 2, il 5 ed il 6 geannio.

L’organizzazione è stata curata dal soprintendente Stefano Gizzi e dal direttore del museo Gina Carla Ascione. Gli eventi, gratuiti per i possessori del biglietto del museo , sono a prenotazione obbligatoria (numero verde 800-223366 – www.incampania.com)

Presepe del Banco di Napoli, dettaglio: il corteo dei Magi

Presepe del Banco di Napoli, dettaglio

Presepe del Banco di Napoli, dettaglio: la Natività

Presepe del Banco di Napoli, un angelo (Ferrigno)

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