Gialli storici: l’improvvisa ricomparsa della testa di Enrico IV di Francia

Una storia che sembra la trama di un romanzo, e infatti Il mistero della testa di Enrico IV sarà oggetto di un documentario tv che [...]

Una storia che sembra la trama di un romanzo, e infatti Il mistero della testa di Enrico IV sarà oggetto di un documentario tv che andrà in onda la settimana prossima in Gran Bretagna e nel febbraio 2011 in Francia. Parliamo della tormentata storia e del ritrovamento della testa mummificata di un re, quella di Enrico IV di Francia, improvvisamente emersa dall’oblio.

Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro fino al 1610, anno in cui il “buon re” che ha posto fine alle guerre di Religione è assassinato da un fanatico cattolico François Ravaillac, pugnalato a morte il 14 di maggio. Viene sepolto nella basilica reale di Saint-Denis dove riposa tranquillamente per oltre 130 anni. Ovvero fino al 1793, quando in piena Rivoluzione Francese i suoi resti vengono profanati dai rivoluzionari e, tanto per non andare contro alla moda imperante, la testa è mozzata. Recuperata da qualcuno, passano ancora 130 anni (circa) quando il capo viene acquistato dal fotografo Joseph Emile Bourdais. Alla sua morte nel 1947, il Musée du Louvre si rifiuta di comprare la reliquia dalla sorella. Da allora, della testa si perdono le tracce.

E arriviamo al 2008, lo storico parigino Jean-Pierre Babelon, esperto della storia del ‘600 nonché in possesso di una gran quantità di documenti su Enrico IV riceve a casa sua, a Montmartre, i giornalisti Stefano Gabelli e Pierre Belet, arrivati per girare un documentario sulla figura del sovrano. Nel frugare tra le carte dello studioso s’imbattono nella lettera di un’anziana coppia di coniugi che chiedono allo storico generiche informazioni sul re. Tanta vaghezza insospettisce i “segugi” che cominciano a porsi domande annusando la presenza di un qualche mistero. Contattano i coniugi e, dopo un anno di corrispondenze riescono finalmente a “farli confessare”, sì effettivamente conservano loro la testa del re, l’avevano comprata nel 1955  dalla sorella del fotografo Bourdais per 5000 franchi. E, in segreto, l’avevano custodita in fondo ad un armadio in una scatola foderata di velluto viola. Neppure ai loro figli avevano mai fatto cenno a quella discreta presenza “familiare”.

Nel gennaio del 2010 la svolta, la testa viene consegnata a Luigi di Borbone, diretto discendente di Enrico IV. Ma le prove non sono ancora sufficienti per stabilire l’identità del legittimo proprietario del capo; interviene la scienza, nelle vesti del medico legale Philippe Charlier, che adoperando  scanner, esami tossicologici, ricostruzioni facciali, indagini genetiche, sei mesi dopo ha dato conferma scientifica. Dopo più di due secoli, il buon sovrano ha ritrovato l’estremità superiore, il corpo però, appare disperso, con parti disseminate in vari musei.

La testa è provvisoriamente tenuta nel caveau di una banca di Parigi, ha rivelato il principe Luigi di Borbone, che ha confermato d’aver contattato il presidente Nicolas Sarkozy, con l’intento di riuscire a riunire i resti del re  nell’ossario nella cripta di Saint-Denis.

Spero che questa sepoltura sia un’opportunità per la riconciliazione nazionale tra i francesi ha detto il principe-. Il trauma della profanazione della Rivoluzione ha fatto abbastanza, questa testa è sia un patrimonio familiare sia patrimonio nazionale “.

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