Itinerari del week end: alla scoperta di Castel Gandolfo

(Marco Fornara) – Ospita, entro i suoi confini, la residenza estiva dei papi. La visita a Castel Gandolfo, uno dei borghi più belli d’Italia, comincia [...]

(Marco Fornara) – Ospita, entro i suoi confini, la residenza estiva dei papi. La visita a Castel Gandolfo, uno dei borghi più belli d’Italia, comincia da via Ercolano su cui una volta si affacciavano gli Horti Torlonia, oggi occupati da

Il palazzo pontificio

l parco archeologico degli Ibernesi con i resti della villa di Domiziano. Si raggiunge poi villa Torlonia con la sua facciata, rivolta verso il parco, che è formata da un portico delimitato da sei colonne doriche su cui poggia una terrazza. La dimora fu restaurata nel 1817 dall’architetto Giuseppe Valadier.

Percorse poche decine di metri, si approda a un complesso di costruzioni un tempo appartenute ai Gesuiti. In uno di questi edifici soggiornò lo scrittore Johann Goethe durante il suo secondo viaggio in Italia. Tappa successiva villa Cybo con la fontana”delle lavandaie”, così detta per le due figure femminili impegnate a lavare i panni nella vasca. Anche il palazzo Del Drago merita una sosta. Venne fatto costruire dal cardinale Alessandro Albani nel 1746. Da lì è questione di un attimo “sbarcare” nell’elegante piazza della Libertà sulla cui parte nord guarda il palazzo pontificio, ricco di opere d’arte. I piani superiori sono caratterizzati dalle sale per le udienze, da tre cappelle (in quella privata del Santo Padre è presente un’immagine della Madonna del santuario di Czestochowa) e dall’

Cjiesa di San Tommaso, la cupola (Bernini)

appartamento del Papa. Il complesso è legato anche al nome di Gian Lorenzo Bernini: suo il primo disegno della cancellata d’ingresso al giardino delimitato da mura, e suo il progetto della fontana, simile a quella di Sant’Andrea della Valle a Roma, con cui nel 1661 fu abbellito lo slargo. Sul suo lato est s’innalza un altro capolavoro di Bernini: la chiesa di San Tommaso di Villa

nova, voluta da Alessandro VII, con una pianta a croce greca e una cupola sottile che poggia su pilastri di stile dorico. E sull’altare maggiore fa bella mostra di sè una Crocifissione di Pietro da Cortona. Dalla parte est della piazza inizia la strada verso il belvedere sul lago Albano. Un altro è posto in fondo a corso della Repubblica (che prende le mosse sempre da piazza Libertà), arteria che attraversa il borgo medioevale sino a piazza Cavalletti. Proprio di fronte al belvedere c’è l’entrata a un’altra dimora pontificia, la seicentesca villa Barberini, che come per esempio villa Cybo gode dell’extra territorialità ed è di proprietà della Città delVaticano: da essa parte un viale fiancheggiato di lecci che approda al “Giardino della magnolia“, un’area verde all’italiana.

Piazza della Libertà

Dal centro di Castel Gandolfo, ci s’immette invece in via Gramsci che conduce sulle rive del lago sulla cui sinistra, nell’ultimo tratto, vi è l’ingresso al Ninfeo Dorico che probabilmente aveva fatto parte della villa di Clodio. Proseguendo si arriva in via dei Pescatori che costeggia il bacino da ponente sino all’emissario, un condotto artificiale di deflusso delle acque lungo 1800 metri che sfocia in località Mole. Venne costruito nel 396 avanti Cristo per sciogliere una profezia riguardo la conquista di Veio. Ma ancor prima, sulla destra, s’incontra il Ninfeo Bergantino, conosciuto anche come Bagni di Diana per un mosaico raffigurante la dea cacciatrice. E’ caratterizzato da una grotta circolare di 17 metri di diametro con al centro una vasca. Il pavimento era completamente rivestito di mosaici, di cui restano pochi frammenti. L’itinerario è concluso; per rifocillarsi si può gustare il menù del pranzo che il poeta romano Gioacchino Belli consumò nel novembre del 1831. Come primo un piatto di bucatini all’amatriciana, e come secondo una frittura di pesce a base di lattarini. Il tutto innaffiato dal vino dei colli Albani.

Il lago di Albano

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