”Punto sulla malinconia napoletana, quella di chi è capace di ridere per non piangere” ha detto ieri Vincenzo
Salemme presentando L’astice al veleno, spettacolo col quale debutta stasera a Roma al Teatro Olimpico. Qui rimarrà sino al 23 gennaio, trascorrendo sul palcoscenico tutte le serate di festa, compresa la mezzanotte di fine anno. E poi il tour continua, in tutta Italia fino al mese di maggio (qui le date).
“Una commedia basata su un meccanismo comico farsesco, ma ha un linguaggio tipico della commedia brillante e romantica” spiega il regista, attore e autore.
Due protagonisti: Barbara (Benedetta Valanzano) e Gustavo (Vincenzo Salemme): lei è un’attricetta, amante delusa del regista dello spettacolo che sta provando, lui invece è un pony express che consegna doni per il Natale imminente.
In scena anche quattro figure particolari: sono le statue raffigurate nella scenografia, una lavandaia del cinquecento, uno scugnizzo di Gemito, un poeta rivoluzionario tratto dal Regno delle Due Sicilie, un munaciello, figura mitologica dell’iconografia popolare napoletana. Barbara (e il pubblico in sala) crede di essere l’unica a vederle vivere, ma quando in teatro arriva Gustavo col costume di Babbo Natale anche per lui le statue si muovono. E’ il segno che tra i due c’è molto in comune. Barbara vuole chiudere la relazione con il regista. Per questo vorrebbe invitarlo a una cena in teatro e avvelenarlo. L’arrivo di Gustavo complica le cose perché le statue gli impediscono di uscire in modo che la sua presenza renda impossibile il piano omicida.
E cosa c’entra l’astice? La storia è ambientata il 24 dicembre, la Vigilia. Nel menù del cenone preparato da Barbara c’è un astice; è vivo ma non ha nessuna intenzione di morire, Barbara non ha il coraggio di ucciderlo, ma coraggio di mettere il veleno nel vino per ammazzare il suo amante ce l’ha avuto. E’ prima che si consumi il cenone con delitto che irrompe sulla scena Babbo Natale pony express e la storia ha inzio giocando tra amore, vendetta, rimorsi.
In scena: Maurizio Aiello, Domenico Aria, Antonio Guerriero, Giovanni Ribò, Antonella Morea e
Nicola Acunzo; le canzoni originali sono di Antonio Boccia e Vincenzo Salemme. Lo spettacolo è prodotto da Valeria Esposito per “Chi è di scena!”
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