Il coro delle lamentazioni è partito da qualche settimana, diciamo verso la fine di novembre. E’ allora che mettiamo il caso, in ufficio davanti alla macchinetta del caffè, l’effetto disco rotto comincia a impregnare l’aria: è sufficiente che due persone s’incontrino e non abbiano argomenti impellenti da trattare e la tiritera ha inizio: “Incredibile….è già Natale”: “Se potessi addormentarmi ora e risvegliarmi il 6, anzi il 7 gennaio sarebbe l’ideale”, “Queste feste sono solo
stress…quando s’era bambini sì che invece …” E i bambini, almeno quelli più svegli, intanto s’interrogano: “Ma se gli adulti hanno tanto in odio il Natale, perché non si limitano a farci i regali e poi la piantano lì?” (i bambini svegli usano il gergo) .Vallo a sapere perché, tempo qualche anno e anche loro si lasceranno prendere dal panico pre natalizio.
Panico che, visto che la moda è moda, potrebbe felicemente sintetizzarsi in una lista che chissà non possa essere d’aiuto a qualcuno, considerando che prendere coscienza del problema è già un modo per cominciare a risolverlo. E visto poi che il clima natalizio ci fa addirittura più buoni – almeno facciamo finta di crederci – esorcizziamoli i motivi di tanta ansietà, perché in fondo non occorre essere monaci Zen per cominciare a prenderla con leggerezza e per una volta provare ad affrontare il Natale in maniera diversa….
LISTA DI 10 PENSIERI TOSSICI RICORRENTI
Mancanza di tempo per fare tutto quello che c’è da fare
L’incidente diplomatico nelle riunioni familiari
Ingombrante rigurgito moralista per la dissolutezza consumistica
Orrore per le abbuffate e/o il per senso di rimorso che provocano
Il regalo alla persona che non vuole regali “perché ho già tutto”
Sindrome del foglio bianco nel compilare i bigliettini d’auguri
Convincente dissimulazione del disgusto davanti al regalo riciclato
L’amica che vuole trascinarti in Sud Tirolo per i mercatini
ALCUNE POSSIBILI SOLUZIONI:
1) Prenotare un viaggio alle Maldive ma dire a tutti che si trascorrerà il Natale in un convento di clausura nel Montenegro per ritrovare, in silenzio e meditazione, il senso vero della festa. Vi eviterà un bel po’ di problemi (inviti, doni, ecc ecc). Attenzione: per mantenere a livelli accettabili la vita sociale, al ritorno mascherate bene l’abbronzatura.
2) Questo consiglio è tra i più gettonati dagli psicologi: fare quello che si può (senza affannarsi) e non aspettarsi nulla, poiché le delusioni maggiori arrivano proprio dalle aspettative tradite. E se l’atmosfera natalizia vi spinge proprio a tornare bambini, il rischio che correte è ancora maggiore: date un occhio alla carta d’identità e poi datevi un contegno.
3) Se il problema pricipale sono i lunghissimi pranzi familiari che cominicano bene e poi…chissà come va a finire. Convertitevi al buffet: si sta in piedi, si chiacchiera un po’ con tutti ma sempre di cose senza senso (mistero del buffet)
4) Se è la quantità di cibo ingurgitata a mettervi di cattivo umore, ricordate che ci sono torture peggiori dei cappelletti in brodo e del panettone allo zabaione.
5) I regali per chi ha già tutto? Niente, sembra evidente. O ancora meglio, un regalo solidale. Si va in internet, si cerca l’associazione giusta e si acquista…eviterete a voi rimorsi consumisti e darete una bella (e buona) lezione al destinatario della strenna.
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