E’ la prima volta, in cinquecento anni, che “Ritratto di musico” di Leonardo ha lasciato la sede della pinacoteca della “Veneranda biblioteca ambrosiana” dov’è conservato sin dal Seicento. Da domani fino al 27 febbraio sarà ospitato dall’Esedra di Marco Aurelio dei musei capitolini di Roma. Quest’opera, un olio su tavola di 44.7 centimetri per 32, è l’unico ritratto con soggetto maschile realizzato dal genio di Vinci. Il dipinto, databile nel decennio 1475-1485, potrà anche contare, in questa occasione, su un particolare allestimento scenografico.
Non si conoscono la collocazione originaria e il nome del committente del precocissimo, della prima maturità, capolavoro di Leonardo che sicuramente era all’Ambrosiana già nel 1671. Potrebbe essere stato donato nel 1637 dal marchese Galeazzo Arconati con il “Codice atlantico”. Un punto interrogativo rimane anche attorno al nome del personaggio a cui è stato reso omaggio. Si è pensato – per un accenno del cardinal Federico Borromeo a questo dipinto e a una fantomatica “Testa del Petrarca” – al duca Galeazzo Visconti, mentre nell’Ottocento l’ipotesi più gettonata era quella di Ludovico il Moro, in dittico con il dipinto, presunto, di Beatrice d’Este. Con la pulitura del 1904 si scoprì una scritta seguita da una partitura musicale. Un “indizio” che ha portato, dopo aver passato in rassegna tutti i principali musicisti e cantori del tempo, all’identificazione con Francesco Gaffurio, maestro di cappella del duomo di Milano dal 1484 e autore di un “Cantum angelicum”. Ma altri critici puntano invece su Atalante Migliorotti, un amico musicista che aveva seguito il genio vinciano da Firenze a Milano prima del 1484, e altri ancora sul compositore franco-fiammingo Josquin Desprez, contemporaneo di Leonardo attivo a Milano.
Senza dubbio “Ritratto di musico” – dove si nota l’influenza dei fiamminghi, allora popolari per esempio nell’area veneta, e di Antonello da Messina - evidenzia la meticolosità che l’artista utilizzava per trattare le sue opere. Massima precisione anche nei dettagli. Il soggetto è un giovane dalla folta, riccia e lucente capigliatura di colore biondo ricavato con luminescenze dorate. E’ a mezzo busto di tre quarti e girato verso destra. Lo sguardo è distante, ma appare vivo e intelligente. E’ caratterizzato da un forte chiaroscuro che lo fa emergere in tutta la sua plasticità. Particolarmente espressivi sono gli occhi, curati sin nelle pupille, con un gioco di luci e ombre. I toni si assestano sui bruni e sul nero dello sfondo, con un tocco di colore nella berretta rossa. La veste, di qualità non eccelsa, viene ritenuta un frettoloso intervento posteriore, forse dello stesso Leonardo, così come la mano che regge il cartiglio che appare in basso a destra come appoggiata a un parapetto. (Marco Fornara)
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