Itinenari, Natale al Forte di Bard

(Marco Fornara) – Anche domenica 12 dicembre un treno diretto collegherà la stazione torinese di Porta Nuova con quella di Hone-Bard. Il convoglio, in partenza [...]

(Marco Fornara) – Anche domenica 12 dicembre un treno diretto collegherà la stazione torinese di Porta Nuova con quella di Hone-Bard. Il convoglio, in partenza alle 9.30, dopo le fermate a Porta Susa, Chivasso, Ivrea e Pont Saint Martin, giungerà ai piedi del forte di Bard alle 10.58. Ritorno alle 17.15 con arrivo sotto la Mole alle 18.40.

Il borgo di Bard è il comune più piccolo della Valle d’Aosta, situato in una gola all’ingresso della regione, nel suo punto più stretto. Tipico villaggio costruito lungo la strada romana, è adagiato sulle sponde del fiume Dora Baltea. Dal paese in una manciata di minuti si può accedere alla sua caratteristica fortezza, i cui corpi di fabbrica sono posti tra i 400 e i 467 metri. Esistono due strade pedonali (una esterna, sul lato sud, e una interna con stretti tornanti sorretti da possenti muraglioni), ma anche degli ascensori panoramici che conducono all’area delle scuderie e all’Opera Carlo Alberto al cui interno si trovano pure le prigioni, 24 celle di detenzione decisamente anguste poi trasformate in magazzini viveri. L’edificio, con 283 locali e il grande cortile quadrangolare della piazza d’Armi circondato da un ampio porticato, al primo piano ospita il museo delle Alpi. Sempre al culmine del rilievo sorge anche l’Opera di Gola posta a difesa del lato sud.

Il forte, rimasto pressochè intatto dalla sua costruzione, è ancora oggi uno dei migliori esempi di sbarramento del primo Ottocento. Salendo da Bard, s’incontra subito l’Opera Ferdinando, a forma di tenaglia, e, alle sue spalle, l’Opera Mortai con l’attigua polveriera. E circa a metà della rocca, l’Opera Vittoria sede di un percorso, dedicato ai più giovani, di avvicinamento all’alpinismo. Nelle sale delle Cannoniere del complesso, sino al 23 marzo sarà visitabile la mostra “Tesori in soffitta”. L’esposizione è un omaggio ai giocattoli di montagna e al mondo alpino fatto non solo di vette, di meditazioni, di dura quotidianità e di sport, ma anche di un particolare rapporto con l’ambiente. In tutto, più di mille balocchi, prodotti tra la fine dell”800 e la prima metà del ’900, che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni. Viene così riconsegnato alla memoria collettiva un patrimonio di grande valore affettivo legato a un passato ormai lontano, ma che è parte integrante della storia personale di un po’ tutti.

L’iniziativa si sviluppa in sette sale, cinque delle quali riservate alle diverse tipologie di giocattolo (impianti di risalita, slitte e bob, automobili e autocarri, sciatori e piste di discesa) che offrono al pubblico un viaggio a ritroso nel tempo.

Ma le suggestioni proposte in occasione delle festività non finiscono qui. E’ giunta alla quarta edizione la rassegna “Noël au Bourg” con una mostra-concorso di presepi in legno realizzati dai maestri dell’artigianato valdostano. Sono le vie del paese e la sala espositiva al pianoterra del municipio ad accogliere, sino al 6 gennaio, le sacre rappresentazioni capaci di creare un’atmosfera del tutto particolare entro i confini di Bard che presenta oggi un assetto urbano medioevale. E dove si possono ammirare almeno 25 pregevoli edifici residenziali del Quattrocento e del Cinquecento con finestre a crociera, pareti affrescate, bifore e scale a chiocciola in pietra con gradini che si aprono a ventaglio intorno a un asse centrale. Percorrendo via Vittorio Emanuele II, l’arteria principale, s’incontra subito casa Challant con un elegante salone dotato di un ricco soffitto a cassettoni e di decorazioni affini a quelle del castello di Issogne. E incassata sotto l’arco di fronte a questo stabile, una fontana con, nelle sue adiacenze, una colonna monolitica. Poi, salendo, poco dopo ecco la “casa del vescovo” davanti a cui s’innalza quella della Meridiana. E così via tra casa Urbano, l’antico mulino, con lo stemma sabaudo sulla facciata, casa Valperga, casa Ciuca, e il settecentesco palazzo Nicole. A metà di via Vittorio si dischiude piazza Cavour su cui si affaccia la chiesa parrocchiale dell’Assunzione di Maria risalente all’XI secolo. La forma odierna, ottocentesca, è a pianta rettangolare e a una sola navata, preceduta da una scala in pietra e da un porticato. Il campanile ha invece mantenuto forme romaniche.

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