Ricorre domani il trentesimo della scomparsa di John Lennon. Morì per mano di Mark Chapman che gli sparò. Era la fredda sera dell’8 dicembre a New York alle ore 22.50. Lennon rincasava in compagnia della moglie, Yoko Ono, in un lussuoso palazzo della 72ma strada dove risiedevano da tempo. «Ehi, Mr. Lennon! Sta per entrare nella storia» gridò l’assassino prima di esplodere i cinque colpi di pistola; quattro andarono a segno e per l’icona della musica fu la fine. Venti minuti dopo spirava. Chapman sbagliava, non sarebbe stata la sua follia a regalare a Lennon un posto nella storia, il suo posto d’onore se l’era già guadagnato da vent’anni almeno, dando vita all’avventura dei Beatles.
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