Palazzo Farnese ritrova i suoi fasti. In mostra la collezione più preziosa

Uno dei ritratti più affascinanti del Cinquecento, quello di Paolo III Farnese. L’anziano pontefice ripreso da Tiziano è seduto su una sedia di mogano. Un […]

Uno dei ritratti più affascinanti del Cinquecento, quello di Paolo III Farnese. L’anziano pontefice ripreso da Tiziano è seduto su una sedia di mogano. Un mantello rosso, come una cascata di porpora gli copre le spalle e la tunica bianca; una mano tiene il bracciolo, l’altra, dalle lunghe dita dove spicca l’anello di rubino, è poggiata sulla coscia, una lievissima tensione l’attraversa mentre lo sguardo del sommo pontefice è pensoso ma non assorto a tramandare ai posteri l’idea di un uomo di potere. Un uomo forte, abile, lucido; è lo sguardo dell’uomo che aveva convocato il Concilio di Trento per dare una risposta ferma all’eresia e confermare il primato cattolico.

Il Tiziano, custodito al museo di Capodimonte, è in procinto di tornare tra le mura del palazzo Farnese, a Roma, dov’è stato

Tiziano Vecellio, ritratto di Paolo III Farnese a capo scoperto (olio su tela), Napoli, Museo di Capodimonte

ammirato per due secoli. Ed è solo uno dei 150 capolavori che nel palazzo più simbolico del Rinascimento romano andrà a raccontare l’epopea della dinastia. A edificare palazzo Farnese per celebrare la gloria sua e della famiglia, fu proprio il pontefice, che comprò i terreni appena nominato cardinale, quindi ne affidò il progetto prima ad Antonio da Sangallo, poi a Michelangelo, mentre per gli affreschi chiese ai migliori artisti del tempo: Daniele da Volterra, Francesco Salviati, i fratelli Zuccari.

La mostra “Palazzo Farnese – Dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia” (Roma, 17 dicembre 2010 al 27 aprile 2011) che prenderà il via in quel palazzo che dal 1874 ospita la sede dipolomatica, è un evento che nasce da un’idea potente: rendere l’idea di come doveva essere quel palazzo nel XVII secolo, quando per un intero secolo opere d’arte antiche e “moderne” erano andate ad arricchire ogni stanza. In breve si tratta di rimettere assieme, almeno in parte, la collezione dei Farnese. Disegni, sculture, dipinti, libri, opere d’intaglio e poi gioielli e arazzi, monete e ceramiche  in un percorso che a Napoli trova il suo momento di andata e ritorno. L’imponente collezione nel ‘600  passò infatti per via materna al re di Napoli, Carlo III. E ‘quindi tra il museo archeologico Nazionale e il museo di Capodimonte che la maggior parte della raccolta è custodita.

Statua di Venere Callipige Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Raccolta che contava sculture romane e ritratti di famiglia (tra cui il Tiziano),  dipinti di El Greco, Botticelli, Lorenzo Lotto, Perugino, Bellini, Mainardi, Correggio ed i disegni di Raffaello e Michelangelo, nonché la leggendaria tazza Farnese, il cammeo che leggenda vuole appartenuto ad Alessandro Magno e di certo inserito nei tesori imperiali di Roma e quindi in quelli degli imperatori bizantini.

Lavoro complesso il ritorno del “Museum Farnesianum” nella sede originaria: si ricomporranno delle storiche sale degli Imperatori e dei Filosofi, e i famosi Daci Prigionieri riprenderanno il loro posto ai lati del portone del Grande salone.

Il cortile, inoltre, sarà ripopolato in modo virtuale con le imponenti sagome dell’Ercole Farnese, dell’Ercole latino, nonché del Toro Farnese accanto alla monumentale statua in porfido di Apollo, all’epoca detta Roma triumphans.

Tra gli arredi più importanti si potrà vedere lo “studiolo” del Museo di Ecouen, rarissimo mobile rinascimentale appositamente realizzato da maestranze romane per conservare la collezione di monete e di glittica dei Farnese. Arazzi del Quirinale, prestati dal Presidente della Repubblica italiana, e del castello di Chambord riprenderanno il loro posto nei saloni del piano nobile, con le maioliche rinascimentali.

Il riallestimento della quadreria nella Galleria nord-est ritroverà insieme alla raffinata collezione dei disegni preparatori di Annibale Carracci, provenienti tra l’altro dal Musée du Louvre, accompagnati dagli affreschi del Palazzo Fava di Bologna.

E accanto al Ritratto di Papa Paolo III di Tiziano, ecco Cristo e la Cananea che Annibale Carracci dipinse per la cappella privata del cardinale Odoardo, le opere di Sebastiano del Piombo, e di El Greco.

Palazzo Farnese ©Zeno Colantoni

L’esposizione, posta sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica italiana e della Presidenza della Repubblica francese, nasce dalla volontà di Jean-Marc de La Sablière, ambasciatore di Francia in Italia è curata dal professor Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e dall’architetto Roberto Cecchi, segretario generale del ministero per i Beni e le Attività culturali.

La mostra è visitabile su prenotazione. Informazioni  06.32810 – www.mostrapalazzofarnese.it

Palazzo Farnese. Sala dei Fasti farnesiani. Papa Paolo III Ambasciata foto Zeno Colantoni

Palazzo Farnese Galleriadei Carracci Volta Ambasciata di Francia in Italia-Foto di Zeno Colantoni

Statua di Apollo seduto in porfido, già Roma Triumphans Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Statua di Afrodite accovacciata con Eros Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Marcello Venusti (copia da Michelangelo), Giudizio Universale (olio su tavola), Napoli, Museo di Capodimonte

Jean Ranc, ritratto di Elisabetta Farnese (olio su tela, Madrid, Museo del Prado)

Sebastiano del Piombo, ritratto di papa Clemente VII (olio su lavagna), Napoli, Museo di Capodimonte

Palazzo Farnese.Galleria dei Carracci.Bacco

Pierre Adrien Paris (1771-1774), veduta dell’ingresso al Gran Salone, (Besancon, Bibliotèque Municipal)

El Greco, La Guarigione del Cieco, Parma

G.P. Panini, festa in Piazza Farnese per il matrimonio del Delfino, 1745 (olio su tela, Norfolk, Chrysler Museum)

Statua di Atlante Farnese - Napoli

© Riproduzione riservata

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