Da pescatore per vocazione, Carlo Nicotera conosce perfettamente i segni della Fortuna, sa che il suo passaggio (o la sua latitanza) pur non seguendo le rotte migratorie si accompagna a segnali che talvolta solo a distanza di anni diventano riconoscibili, decifrabili alla mente del benficiato. Volendo si potrebbe parlare di Fato, o di destino, ma cosa cambierebbe? L’imprescindibile sfugge alle definizioni, oltre che alla nostra volontà.
Tuttavia non è un colpo di fortuna che le storie del provetto pescatore (nonchè giornalista professionista inviato e responsabile del Mattino Web) giungano, alla vigilia di questo Natale 2010, alla loro seconda edizione. Racchiusi sotto il titolo di Buona Fortuna, i racconti sondano la sorte (preferibilmente quella buona), ma se volessimo attribuire loro una qualche fortuna si potrebbe dire che non è casuale. Dunque non di fortuna si tratta, visto che tutto nasce dalla capacità dell’autore di dare alle parole i colori dell’anima e il profumo della sincerità. Con leggerezza, sia chiaro. Ecco allora che i racconti diventano mini, le storie piccoli flash, i protagonisti persone, vere o immaginarie; o pure oggetti, animali e stelle, “polveri e lame. Sono racconti veloci e lievi, a volte ironici, a volte velati della malinconia del tempo, a volte struggenti.
Per questa seconda edizone, l’editore Vele Bianche ha racchiuso il volume in un cofanetto dal colore del mare, abbinando alla confezione un corno in ceramica decorata a mano. Perché la Fortuna farà pure quel che le pare, ma … (AD)
© Riproduzione riservata



