Il Gran premio Torino a John Boorman. Domani al film Festival

Domani, mercoledì 1° dicembre, al “Torino Film Festival” sarà il giorno di John Boorman. A lui è stato assegnato il “Gran premio Torino”; la motivazione [...]

Domani, mercoledì 1° dicembre, al “Torino Film Festival” sarà il giorno di John Boorman. A lui è stato assegnato il “Gran premio Torino”; la motivazione parla della sua moderna originalità che l’ha visto “conciliare l’impatto realistico del free cinema, all’apice negli anni del suo esordio, con la forza dirompente della tradizione “visionaria” ricorrente nella cultura britannica”.

Il riconoscimento, istituito nel 2009, tocca ai cineasti che, dall’emergere della Nouvelle vague in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio del grande schermo e alla diffusione delle sue tendenze più significative, nonché alla creazione di nuovi modelli estetici. Il regista, sceneggiatore e produttore inglese, sarà presente alla cerimonia durante la quale verrà presentato “Un tranquillo weekend di paura” con Burt Reynolds, il film del 1972 per cui fu candidato all’Oscar. La trama è nota. Quattro amici di Atlanta decidono di passare un fine settimana discendendo in canoa un fiume che attraversa una valle che sta per essere sconvolta dalla costruzione di una diga. La gita si trasformerà ben presto in un incubo di violenza e di morte. Temi centrali la socialità e i comportamenti “selvaggi” degli uomini “civili”.

Boorman ha iniziato la sua carriera occupandosi di documentari per la Bbc. E’ il 1965 quando gli fu proposto di girare “Prendeteci se potete”, la risposta dei “The Dave Clark Five” a “Tutti per uno”, pellicola autopromozionale dei “Beatles”. E nel ’67 eccolo calarsi nella realtà americana nel gangster movie “Senza un attimo di tregua”. Il suo secondo lavoro hollywoodiano fu “Duello nel Pacifico” con la star giapponese Toshiro Mifune, una storia estrema con un pizzico di ironia e richiami palesi alle avventure di Robinson Crusoe. Al ritorno in Inghilterra diresse “Leone l’ultimo” che regalò al protagonista, Marcello Mastroianni, il premio come migliore attore al  Festival di Cannes. Dopo queste affermazioni, si stabilì in Irlanda. “Bocciato” “L’esorcista II: l’eretico” nonostante le suggestioni raffinatamente onirico-filosofiche; invece pienamente promossi “Excalibur”, una delle riduzioni cinematografiche più riuscite delle leggende di Re Artù e del ciclo bretone con sontuosi costumi e scenografie, il poetico “Anni ’40” sulla seconda guerra mondiale vissuta da un bambino a Londra, e “The general”, la storia in bianco e nero di un ladro-gentiluomo ucciso dall’Ira che si è guadagnata il premio per la regia a Cannes ’99. E ora attesissima anche in Italia è la sua versione delle “Memorie di Adriano” tratta dal libro di Marguerite Yourcenar.

UN TRANQUILLO WEEK-END DI PAURA di John Boorman (USA, 1972)

Ma “Torino film festival” ha anche proposto in questi giorni la presentazione del restauro di un classico come “Il ponte sul fiume Kwai”. Nick Varley della “Park Circus Film” ha evidenziato: “Operazione molto complessa e articolata per le pessime condizioni in cui versava il film completamente alterato nel supporto, in quanto la pellicola era strappata e pesantemente alterata a livello fotochimico, e nella colonna audio che era come franata sui fotogrammi. L’unica strada possibile era quindi quella del digitale”. E durante la retrospettiva dedicata a John Huston, corredata da un libro monografico curato da Emanuela Martini, la figlia Allegra ha raccontato un aneddoto sconosciuto ai più: “Mio padre amava moltissimo l’Italia tanto che a un certo punto pensò persino di trasferirsi in questo paese prima di optare per l’Irlanda”. Ma anche il direttore della rassegna, Gianni Amelio, ha raccontato un aneddoto, questo riferito a Claude Chabrol (di cui è stato proiettato “A double tour”, una delle prime interpretazioni di Jean-Paul Belmondo) mancato pochi mesi fa: “Diceva spesso una storiella. Il giorno dell’uscita al cinema di una delle sue prime opere, si è piazzato davanti alla sala, sugli Champs-Élysées, dalle tre del pomeriggio fino alle undici di sera: non entrò nessuno. Quasi da guinness dei primati...”. (Marco Fornara)

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag