Modena, lo spazio del sacro nell’arte contemporanea

Sono state scelte opere, provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private italiane e straniere, di alcuni fra gli artisti della scena contemporanea internazionale che negli [...]

Anish Kapoor, Untitled, 2004 legno, Plexiglas / wood, Plexiglas, luce Ph. Ela Bialkowska, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

Sono state scelte opere, provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private italiane e straniere, di alcuni fra gli artisti della scena contemporanea internazionale che negli ultimi decenni hanno maggiormente riflettuto sui temi religiosi. S’inaugura sabato 4 dicembre alle 18, al palazzo Santa Margherita e alla Palazzina dei giardini di corso Canalgrande a Modena, la mostra “Lo spazio del sacro”. L’esposizione, voluta dalla Galleria Civica di Modena e dalla fondazione della locale cassa di risparmio, sarà visitabile sino al 6 marzo con ingresso gratuito.

Saranno presentati lavori di Adel Abdessemed, Giovanni Anselmo, Kader Attia, Paolo Cavinato, Chen Zhen, Vittorio Corsini, Josep Ginestar, Anish Kapoor, Richard Long, Roberto Paci Dalò, Jaume Plensa e Wael Shawky. Un viaggio tra sculture, installazioni e video, alcuni realizzati appositamente per questa iniziativa. Ogni opera occuperà in completa solitudine un locale, da una parte accentuando il rapporto diretto, esclusivo, intimo che ciascuna di esse instaurerà con gli spettatori, dall’altra amplificando la propria capacità di entrare in relazione con gli ambienti architettonici.

Al contrario del Medioevo, il sacro non è più scontato. Non si riconosce immediatamente nell’arte, perché non è più espresso attraverso il linguaggio convenzionale utilizzato nel passato.  “Non di radoscrive il curatore Marco Pierini l’opera d’arte definisce con la sua mera presenza uno spazio di riguardo, inviolabile, sacro nell’accezione che rimanda direttamente all’etimologia della parola: circoscritto, ristretto e separato. La distanza che essa delimita, quand’anche non abbia a che vedere con una dimensione trascendente, o comunque superiore, può essere sia puramente fisica, sia temporale, sia culturale. In ogni caso, tuttavia, questa distanza rimane invariabilmente a segnare una straordinarietà, un’eccezionalità, una dimensione non ordinaria né quotidiana. Ma essa non è, contrariamente alle apparenze, avulsa dalla vita perché, anzi, alla sua forza attrattiva è quasi impossibile resistere, che sia fondata sull’incanto e la fascinazione oppure sul timore e l’inquietudine dell’ignoto”.

Con “Lo spazio del sacro” riaprirà al pubblico la Palazzina dei giardini, a conclusione del secondo stralcio dei restauri che hanno interessato gli interni dell’edificio, con il rinnovo degli impianti elettrici e termici alimentati a energia geotermica e che si concluderà con il recupero pittorico delle decorazioni della cupola. (Marco Fornara)

Kader Attia, History of a Myth The Dome of the Rock, 2010, Courtesy l'artista e the Kader Attia studio © Kader Attia, by SIAE 2010

Vittorio Corsini, GOD Save THE PEOPLE, 2007, legno, vernice, neon, courtesy Claudio Poleschi Arte Contemporanea

Richard Long, Arizona Circle, 1987, opera composta da 83 pietre, © foto di Alberto Bortoluzzi

Jaume Plensa, Jerusalem 2006, 18 gong, veduta dell'installazione a L'Aljub, Museu es Baluart, Palma de Mallorca, Photo: Gunter Lepkowski © Jaume Plensa, by SIAE 2010

Wael Shawky, Al-Aqsa Park, 2006, still da video animazione, Courtesy l'artista e Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Lucca

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