“Matisse e la seduzione di Michelangelo”, a Brescia. Una mostra che è già un successo

All’apertura della mostra “Matisse. La seduzione di Michelangelo” mancano ancora due mesi e mezzo, eppure sono già più di 40mila le prenotazioni. L’esposizione sarà visitabile [...]

All’apertura della mostra “Matisse. La seduzione di Michelangelo” mancano ancora due mesi e mezzo, eppure sono già più di 40mila le prenotazioni. L’esposizione sarà visitabile al museo di Santa Giulia a Brescia dall’11 febbraio al 12 giugno. Proprio nei giorni scorsi è stato ufficializzato l’arrivo anche della “Natura morta con edera” proveniente da Bensacon, in Francia.

Posture michelangiolesche per un’opera tutta matissiana, originalissima e colorata. Un capolavoro fondamentale nel percorso espositivo alla scoperta di quello che è considerato il più enigmatico degli artisti moderni, capace di trovare nella produzione di uno dei principali interpreti del Rinascimento italiano la conferma alle sue scelte più rivoluzionarie come la spasmodica ricerca, sospesa tra tensione ed equilibrio e durata più di mezzo secolo, sul colore e sul rapporto tra linea e volume.

Henri Matisse, Interno con schiavo, Olio su tela, Nizza, Musée Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo : François Fernandez

Riecheggiano, in Matisse, gli stessi interrogativi formulati da Michelangelo sulla plasticità dei corpi rispetto al loro sfondo decorativo sino all’approdo alla gouaches decoupees, grandi collage che rappresentano un’estrema sintesi, a tutt’oggi insuperata, tra scultura e pittura: un definitivo superamento dell’aspetto bidimensionale e di quello tridimensionale.

Saranno oltre 150 le opere che declineranno, tra pittura, scultura, disegno, litografia e grandi libri d’arte, il percorso del maestro francese dall’inizio del ventesimo secolo sino all’incirca al 1950. A Brescia si potranno ammirare, per esempio, “Il ratto d’Europa” proveniente dalla National Gallery of Australia di Camberra, un olio su tela come lo sono “Busto in gesso, bouquet di fiori” conservato al Museu de arte di San Paolo, “Pianista e giocatori di dama” (dalla “National Gallery of Art” di Washington), “Ragazze in giardino” (dal museo delle belle arti di La Chaux-De Fonds) e “Odalisca con il cofanetto rosso” (dal museo “Matisse” di Nizza). Questo capolavoro è del 1927. Sono stati tormentati gli anni Venti per Matisse che, animato  dal desiderio di superare continuamente i propri limiti, decise di “tornare” a Michelangelo per trovare nuove soluzioni spaziali: non a caso, la sua più sofferta scultura sarà proprio quel meraviglioso “Grande nudo seduto” che si riferisce esplicitamente allo stesso Michelangelo e che richiese sei anni di lavoro. Un bronzo ospitato dal museo dipartimentale “Matisse” di Le Cateau-Cambresis, come le tavole a pochoir “Icaro”, “Il lanciatore di coltelli”, “Forme”, “Il circo”, “Il cow boy” e “Il destino”. Tutte attese a Brescia. Invece sempre dal museo “Matisse” di Nizza arriverà l’opera in vetro colorato, trasparente e smerigliato “Studio per l’albero della vita”. E non mancheranno diversi calchi di alcune delle più importanti sculture di Michelangelo tra cui quelle della cappella Medici, oltre a un importante disegno originale raffigurante due Veneri.

Henri Matisse, Studio per "l'albero della vita", (parte di doppia vetrata della cappella di Vence), vetro colorato, trasparente e smerigliato, Nizza, Musée Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo : droits réservés

E’ stato uno studio intenso e continuativo quello che Matisse, nato nel 1869 e morto nel 1954, ha compiuto dal 1906 alla fine degli anni Trenta sulle opere proprio di Michelangelo, un riferimento e una fonte di riflessione che lo portò a disegnare e dipingere in maniera sculturale. “Cerco ogni giornodichiaròd’impadronirmi della concezione chiara e complessa che è alla base della sua costruzione”. Obiettivo: giungere a un’arte che fosse una semplificazione assoluta della pittura. Del genio italiano condivise la passione sempre insoddisfatta per l’opera, e ne ammirò la capacità di sperimentare, fino all’equilibrio estremo, la forza e la tensione che distorcono i corpi. Al capolavoro michelangiolesco “L’Aurora” – conservato nella chiesa di San Lorenzo a Firenze – Matisse si è rifatto esplicitamente nel realizzare quella statuetta del “Nudo disteso” ricomparsa in tante opere contemporanee. Successivamente, altri saranno i problemi che lo coinvolgeranno, ma ancora, fra 1921 e ‘40, la figura centrale, a volte dipinta, a volte solo abbozzata, assumerà una profondità spaziale e monumentale di michelangiolesca memoria.

In contemporanea, sempre al museo di Santa Giulia, sarà allestita la mostra “Ercole il fondatore. Dall’Antichità al Rinascimento” che analizzerà – attraverso una selezione di lavori archeologici, medioevali e rinascimentali – il passaggio fra il mito pagano appunto di Ercole e il suo “recupero” che avvenne in sede cristiana nel Medioevo e nel Cinquecento. Prenotazioni al numero verde 800.775083, info www.matissebrescia.it. (Marco Fornara)

Henri Matisse, Busto in gesso, bouquet di fiori, Olio su tela, San Paolo, MASP, Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo by João Musa

Henri Matisse, Il circo, tav. 2, Jazz, Paris, Tériade, 1947, Tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Philip Bernard

Henri Matisse, Icaro, tav. 8, Jazz, Paris, Tériade, 1947, tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Philip Bernard

Henri Matisse, Forme, tav. 9, Jazz, Paris, Tériade, 1947, tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Philip Bernard

Henri Matisse, Il cowboy, tav. 14, Jazz, Paris, Tériade, 1947, tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Philip Bernard

Henri Matisse, Il lanciatore di coltelli, tav. 15, Jazz, Paris, Tériade, 1947, tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010,Photo Philip Bernard

Henri Matisse, Il destino, tav. 16, Jazz, Paris, Tériade, 1947, tavola a pochoir realizzata con gouache di Linel, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Philip Bernard

Henri Matisse, Grande nudo seduto, 1922 - 1929, Bronzo, Le Cateau-Cambrésis, Musée départemental Matisse, © Succession H. Matisse by SIAE 2010, Photo Adam Rzepka

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