Un percorso insolito quello che oggi si apre al museo Napoleonico di Roma, un viaggio nel culto del buon vivere e nel simbolo che lo celebra più d’ogni altra cosa: il vino. Guida ideale della mostra è Josephine de Beauharnais, imperatrice di Francia, prima moglie di Napoleone Bonaparte che conduce il pubblico nei suoi salotti e soprattutto nelle cantine di quel castello, la Malmaison dove visse a lungo.
Lungo il percorso preziosi calici per lo champagne, bicchieri per acqua e vino, caraffe, rinfrescatoi, etichette e bottiglie, d’altronde “I vini dell’Imperatrice. La cantina di Joséphine alla Malmaison (1800– 1814)” nasce dalla lettura dell’inventario, redatto dopo la morte dell’imperatrice e nel quale è descritto il contenuto della cantina della Malmaison, dove erano custodite oltre 13.000 bottiglie per una lista dei vini che comprendeva un’incredibile quantità di diversa provenienza geografica. I migliori vini di Bordeaux, di Borgogna e di Champagne trovavano posto accanto ai vini del Languedoc-Roussillon, della penisola iberica, a vini italiani come il Picolit , il vermouth e il rosolio, mentre la presenza del rhum e di “liquori delle isole” rimanda alle origini creole di Joséphine.
Dopo la tappa parigina e quella svizzera, la mostra sarà a Roma fino al 27 febbraio 2011; è realizzata in collaborazione con la Réunion des musées nationaux, il Musée national des Châteaux de Malmaison et Bois – Préau e il Musée Napoléon Thurgovie, château et parc d’Arenenberg ed è curata da Maria Elisa Tittoni e Giulia Gorgone.
Uno degli intenti della mostra è analizzare l’evoluzione della produzione vinicola e della sua commercia
lizzazione in un momento storico che visse numerosi progressi dell’industria vetraria.
Varie tipologie di bicchieri e di calici, esposti accanto a secchielli da ghiaccio, rinfrescatoi, coppe per il punch in cristallo e in argento, esaltano, grazie alla loro eleganza, la raffinata arte del ricevere e testimoniano i progressi tecnici della cristalleria francese e raccontano l’evoluzione delle abitudini a tavola all’indomani dell’epoca rivoluzionaria. Una serie di oggetti posteriori all’Impero mostra le trasformazioni cui andarono incontro le produzioni di cristalleria, le tecniche di imbottigliamento e di etichettatura durante la prima metà del XIX secolo e fino all’alba del Secondo Impero.
Complessivamente sono esposti 148 oggetti legati alla cultura del bere e documenti provenienti dalle collezioni della Malmaison, di Fontainebleau, di Compiègne, dal Musée Louis-Philippe d’Eu, dal Musée Carnavalet, dal Musée des Arts Décoratifs, dal Musée National de Céramique di Sèvres, dalla Fondation Napoléon, dal Musée Napoléon Thurgovie, château et parc d’Arenenberg e dal Museo Napoleonico di Roma.
In mostra anche materiali provenienti da collezioni private e dagli archivi di famose case di produzione vinicola come la Moët et Chandon. Info:www.museonapoleonico.it
© Riproduzione riservata



