Nowhere Boy, vita di un adolescente chiamato John Lennon. Dal 3 dicembre al cinema

Liverpool 1955, John è un quindicenne ribelle, intelligente, assetato di vita. E’ cresciuto in una famiglia in cui abbondano i segreti, mentre due donne se […]

Liverpool 1955, John è un quindicenne ribelle, intelligente, assetato di vita. E’ cresciuto in una famiglia in cui abbondano i segreti, mentre due donne se ne disputano l’affetto: Mimi, una zia severa che lo ha allevato e Julia, la mamma piena di brio. Spinto dal suo desiderio di una famiglia normale,  John  si rifugia nell’ eccitante mondo del rock, dove il suo genio immaturo incontra l’anima gemella nell’adolescente Paul McCartney. Ma proprio mentre John sta per iniziare una nuova vita, sua madre muore tragicamente. Il giovane però troverà la forza per andare avanti; il mito Lennon è cominciato. Arriverà il 3 dicembre nei cinema italiani  Nowhere Boy,  di Sam Taylor Wood nota artista al suo esordio alla regia col film sull’adolescenza di John Lennon. Basato sul libro ”Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon” scritto dalla sorellastra di Lennon, Julia Baird.

La pellicola fu presentata in anteprima mondiale l’anno scorso al London Film Festival ed aprì la 27ma edizione del Torino Film Festival, a più di un anno di distanza eccolo dunque nelle sale italiane. L’uscita sarà anticipata  giovedì 25 novembre, al cinema Adriano di Roma, da una serata evento in occasione della quale è stata organizzata un’esposizione memorabilia di John Lennon (apertura mostra ore 19) e  la proiezione di alcuni minuti inediti del concerto dei Beatles nella capitale.

Nel cast di Nowhere Boy, l’astro nascente del cinema Aaron Johnson (Angus, Thongs and Perfect Snogging, Kickass) che veste i panni di John Lennon, Kristin Scott Thomas (Il paziente inglese, I’ve Loved You So Long) nel ruolo di Mimi, la zia di Lennon, Anne-Marie Duff (Diario di uno scandalo, Shameless) è la madre Julia. Il giovane Paul McCartney è interpretato da Thomas Brodie Sangster (Love Actually, Tata Matilda) con l’esordiente Sam Bell nei panni di George Harrison.

Il film è occasione per comprendere l’importanza che il rock’n roll assunse nei giovani degli anni ’50 in un percorso che narrativo che traccia i primi passi della band più celebre d’ogni tempo: da The Quarrymen fino al primo spostamento all’estero, ad Amburgo: è qui che il film s’interrompe, lasciando Lennon alla storia. Tuttavia l’elemento chiave del film resta l’infanza di Lennon, un’infanzia della quale il musicista ha parlato molto spesso  sia in riferimento alle donne che lo hanno cresciuto, sia per raccontare l’inizio della sua odissea musicale.

Se avessi avuto un’istruzione migliore non sarei quello che sono ora. Quando ero alle elementari pensavo che un giorno sarei andato all’università, ma non sono mai riuscito neanche a diplomarmi Mi sono iscritto alla scuola d’arte e pensavo che sarei diventato un prodigio. Ma neanche lì mi sono trovato bene. Sono sempre stato uno strano, nessuno mi trovava amabile, ero sempre e solo Lennon!

Ho perso mia madre due volte. Una volta quando ero un bambino di cinque anni, e la seconda volta, a diciassette anni. Provai una tristezza terribile. Avevo appena iniziato a ristabilire un rapporto con lei, quando lei improvvisamente morì “.

Dicevo sempre a mia zia: ‘Se butti via le mie poesie un giorno te le pentirai, quando sarò famoso, ma lei le buttò via lo stesso. Non l’ho mai perdonata per non avermi trattato come un genio o roba del genere, quando ero bambino”.

Gli insegnanti non fanno altro che torturare e spaventare i loro studenti per vent’anni … e poi si aspettano pure che facciano carriera!”

Il surrealismo ha avuto un grande effetto su di me perché mi sono reso conto che la fantasia che scaturiva dalla mia mente non era follia. Il surrealismo per me è realtà”.

Sono sempre stato un ribelle… però volevo anche essere amato ed accettato per quello che ero … e non essere solo considerato un fanfarone, un pazzo, un poeta e un musicista. Ma non posso essere  ciò che non sono“.

Il resto è storia.

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