Tra Firenze e dintorni sulle tracce dei Ghirlandaio

Un clan di artisti, una factory familiare che dominò per un secolo la scena del Rinascimento fiorentino e formò decine di artisti, uno su tutti: [...]

Un clan di artisti, una factory familiare che dominò per un secolo la scena del Rinascimento fiorentino e formò decine di artisti, uno su tutti: Michelangelo Buonarroti, che alla bottega di Domenico Ghirlandaio mosse i suoi primi passi. A questa fucina di professionisti capaci e molto produttivi è dedicata la mostra che apre domani: “Ghirlandaio. Una famiglia di pittori del Rinascimento tra Firenze e Scandicci”, un percorso tra musei, chiese, palazzi, ville nei luoghi dove i Ghirlandaio vissero e operarono marchiandoli di capolavori.

Ridolfo del Ghirlandaio

Due i progetti alla base della mostra, in un esperimento di promozione territoriale che parte dalla cultura e che fa dei Ghirlandaio il filo che tiene assieme mostre e percorsi. Il primo progetto, quello della Città degli Uffizi, ideato dal direttore della galleria Antonio Natali per dare visibilità al patrimonio conservato nei depositi e per far conoscere le  terre intorno a Firenze, e quello di Piccoli Grandi Musei, organizzato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con un comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e il compito di promuovere le ricchezze artistiche e monumentali della provincia.

Ghirlandaio è dunque una sorta di marchio che a partire dalla seconda metà del Quattrocento entra ed occupa la scena artistica fiorentina: il capostipite Domenico (1449-1494) e poi i fratelli David (1452-1525) e Benedetto (1458-1497), il fratellastro Giovambattista, il cognato Bastiano, il figlio Ridolfo (1483-1561), i motori dell’ “azienda”, dove Domenico e Ridolfo sono i veri creativi maestri del colore, altri di più che ottimo pennello, altri ancora versati nella gestione dell’azienda.

Il vero cognome di Domenico Ghirlandaio era Bigordi e insieme ai fratelli finì per esser identificato con il nomignolo del padre, un ottimo orafo noto per la particolare abilità nel realizzare ghirlande. Da Scandicci, terra d’origine, la famiglia si trasferì a Firenze nella prima metà del Quattrocento e nell’allora capitale mondiale dell’arte la bottega si affermò nella successiva metà del secolo.

Il percorso inizia dunque proprio da Scandicci. Curata dalla storica dell’arte Annamaria Bernacchioni, la mostra al Castello dell’Acciaiolo presenta un celebre dipinto di Domenico (I Santi Jacopo Stefano e Pietro), la bella Madonna di Ridolfo (dal Cenacolo di Fuligno) e altre 14 opere prestate dai musei fiorentini.

Da qui si sviluppano due diversi itinerari Ghirlandaio. Quello di Firenze comprende gli affreschi nella Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio, la Cappella Sassetti e la Cappella Tornabuoni (rispettivamente nelle chiese della  Trinita e Santa Maria Novella), l’Adorazione dei Magi al Museo degli Innocenti. Molti altri capolavori si trovano agli Uffizi, Accademia, Galleria Palatina e nei cenacoli di Ognissanti e San Marco: sono visite da non perdere anche se non previste nel programma.

Bottega di Domenico

L’altro itinerario procede invece alla scoperta delle tante testimonianze artistiche lasciate dai Ghirlandaio nel nord-ovest di Firenze, a cavallo dell’Arno: nelle case di loro proprietà a San Martino e Colleramole, nella millenaria Badia di Settimo, nella Chiesa di Sant’ Andrea a Campi Bisenzio, nel Museo d’arte sacra di San Donnino e San Martino a Gangalandi. E poi Mosciano, Giogoli, San Martino alla Palma, San Colombano.

E’ un viaggio affascinante nel Rinascimento, tra visite guidate, incontri per famiglie, concorsi per le scuole, laboratori didattici, un premio per studenti e artigiani. In più, shopping di prodotti tipici in ristoranti, negozi e aziende convenzionate (tanto per dimostrare che la cutlura produce anche ritorni immediati). Info e prenotazioni: Sigma CSC 055.2340742, www.ghirlandaio.it.

Domenico Ghirlandaio

David Ghirlandaio

Ridolfo del Ghirlandaio

Ridolfo del Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio (autoritratto)

Domenico Ghirlandaio

Ridolfo del Ghirlandaio

Ridolfo del Ghirlandaio

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