C’è la dieta mediterranea nella nuova lista dei beni patrimonio dell’Umanità approvata ieri a Nairobi, ma ci sono anche la cucina messicana e il gusto gastronomico francese, oltre al Flamenico, alla danza delle forbici peruviana, e ancora il Carnevale di Aalst in Belgio, l‘Opera di Pechino, la falconeria, le competenze tradizionali nella tessitura dei tappeti di Kashan in Iran, e così via. Insomma, delle 47 nomination (ne avevamo già parlato, clicca qui) ben 46 sono entrate nel prestigioso elenco. Non mancano le critiche a questa proliferazione di “beni immateriali” da tutelare; oggi arrivati alla considerevole cifra di 216. Sono ancora pochi? Sono troppi? E basta il “bollino” Unesco per far sopravvivere le culture popolari, anche quando la quotidianità dei paesi che le hanno generate va verso la loro distruzione? E poi, siamo certi che certe pratiche – vedi la falconeria – siano effettivamente manifestazione del genio umano?
Domani, intanto, l’UNESCO celebra, come ogni terzo giovedi di novembre sin dal 2002, la Giornata Mondiale della Filosofia con eventi ad hoc in 80 paesi.
Si tratta dell’occasione per aprire ogni anno una riflessione filosofica accessibile a tutti, allargando così le opportunità e gli spazi per la stimolazione del pensiero critico.
Quest’anno l’evento speciale si svolgerà, domani, presso la sede dell’UNESCO a Parigi. tema trattato da filosofi di fama internazionale ed eminenti personalità della cultura: la filosofia, la diversità culturale e il riavvicinamento delle culture, contribuendo così anche alla celebrazione dell’Anno Internazionale per l’avvicinamento delle culture (2010).
In Italia la Giornata sarà celebrata dal Centro di Ricerca per la Didattica della Filosofia della Provincia di Savona, che propone “La filosofia come esperienza di vita“, evento che si terrà fino al 20 novembre 2010 dipanandosi tra conferenze di estetica e filosofia dell’arte, seminari sulla didattica della filosofia ai bambini e ai giovani e workshop su vari temi, con la partecipazione di Luca Scarantino (EHESS, Paris), Eulalia Bosch (Università di Barcellona) e Oscar Brenifier (Institut de Philosophiques Pratiques, Parigi).
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