Grandi mostre. Melozzo da Forlì, l’umana bellezza del Rinascimento

Con la mostra “Melozzo da Forlì: l’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello” la città romagnola intende celebrare il suo artista più famoso. Ma [...]

Con la mostra “Melozzo da Forlì: l’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello” la città romagnola intende celebrare il suo artista più famoso. Ma non solo: sarà possibile ammirare anche capolavori di Andrea Mantegna e di Donato Bramante. Si annuncia così come una delle esposizioni più complete mai proposta quella che si terrà ai musei “San Domenico” di piazza Guido da Montefeltro a Forlì dal 29 gennaio al 12 giugno.

E’ la prima volta che è stata raccolta la totalità delle “opere mobili” del maestro quattrocentesco. Compresi gli affreschi staccati del colossale ciclo che creò per l’abside della chiesa dei Santi Apostoli a Roma e che ora è “diviso” tra Quirinale e Musei Vaticani. Si parla di alcuni dipinti tra i più cari all’immaginario artistico universale, vere e proprie icone di luminosa bellezza come gli “Apostoli” e gli “Angeli musicanti” sempre di Melozzo. Lì accanto sarà collocato il grande affresco di Melozzo raffigurante Sisto IV in atto di nominare l’umanista Bartolomeo Platina prefetto della biblioteca apostolica. E’ la prima volta che questo capolavoro uscirà dai musei Vaticani.

Già in passato (nel 1938 e nel ’94) Melozzo è stato al centro d’importanti manifestazioni, ma mai s’era potuto presentare un numero significativo delle sue opere, né si era condotta una riflessione sul ruolo centrale da lui condotto nella vicenda del Rinascimento italiano. Per documentare il suo straordinario percorso, i visitatori incontreranno anche dei lavori degli artisti con cui venne in contatto nel corso della sua formazione: dal Mantegna a Piero (di cui si potrà ammirare la “Madonna di Senigallia”), da Bramante a Pedro Berruguete, ques’utlimi conosciuti a Urbino. La mostra segue poi l’attività di Melozzo a Roma, dapprima ai Santi Apostoli e poi nella Biblioteca Vaticana, presentando opere di quelle figure che incrociò nella capitale: Beato Angelico, Mino da Fiesole, Bartolomeo della Gatta e Antoniazzo Romano. In quel periodo la corte pontificia richiamava artisti da tutta l’Italia tra cui Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino, dei quali sono presentate in mostra importanti testimonianze; così come viene illustrato, attraverso arredi, paramenti liturgici e codici miniati, lo sfarzo straordinario dell’arte papale. A questo punto l’esposizione apre in direzione di Raffaello, di cui propone un numero cospicuo di opere scelte al fine di dimostrare quanto Melozzo sia stato importante per l’urbinate. Complessivamente, si potranno ammirare circa cento opere, provenienti da importanti musei italiani e stranieri. Sarà reso omaggio anche al Palmezzano, allievo di Melozzo, né mancheranno lavori di Benozzo Bozzoli e Paolo Uccello. Il percorso espositivo  si articolerà all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del convento di San Domenico e in alcune stanze del piano terra. Info e prenotazioni 199.757515. (Marco Fornara)

Maestro della pala Bertoni: Madonna con il Bambino, san Giovanni Evangelista, il beato Jacopo Filippo Bertoni e quattro angeli

Francesco Pelosio: Santa Maria Maddalena

Melozzo da Forlì: Angelo che suona il liuto, affresco staccato riportato su cadorite

Pittore romano (Maestro del Sant’Eustachio Figdor?): Il martirio di San Sebastiano

Pietro Perugino / Fiorenzo di Lorenzo: Madonna con il Bambino,

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