Le invenzioni più geniali del 2010

Un rito mediatico che si ripete puntuale: l’anno volge al finale e allora, prima di avanzare previsioni ci si guarda indietro, ci si chiede per [...]

Un rito mediatico che si ripete puntuale: l’anno volge al finale e allora, prima di avanzare previsioni ci si guarda indietro, ci si chiede per cosa saranno ricordati i mesi appena trascorsi. I giornalisti si mettono all’opera, spulciano archivi, appunti e  memoria per stilare liste ad hoc. I dieci film migliori, il libro, la canzone, lo spettacolo … ed anche le invenzioni.  Time magazine ne ha messe assieme 50, dividendole per categorie, non si tratta di una vera e propria classifica, non ci sono i primi e gli ultimi, ovviamente ci sono invenzioni utlissime che potranno davvero incidere sulla vita degli abitanti di questo pianeta, ci sono cose di utlità media e c’è anche bel po’ di ciarpame,  da segnalare come curiosità. Una precisazione: pur essendo riferibili al 2010 tante invenzioni, soprattutto quelle più significative, nascono da un lavoro che dura anni.

Se sia sensato inserire l’I Pad al primo posto dell’elenco “tecnologie” è tutto da discutere, si può dire infatti che fa Apple abbia con la sua tavoletta reinventato una categoria di prodotto abbandonata dai suoi concorrenti, tuttavia l’hardware finger-friendly davvero ha cambiato il modo di concepire l’uso del computer. Il Time dice che l’I Pad è il gizmo (gadget) non -phone venduto più velocemente nella storia dell’elettronica di consumo. Ma il settore tecnologico va veloce, e non sembra mai saturo, le idee si riconfezionano e basta un buono spunto per mettere a punto un gadget promettente, come Looxcie, la fotocamera da indossare sopra l’orecchio e restare con le mani libere durante le risprese. E’ stata inventata da un genitore appena dopo essersi destreggiato con la telecamera durante una festa di bambini.

Siete attenti al problema dei rifiuti e del riciclo? Allora un ipotetico primo premio lo dareste a David de Rothschild (sì, è erede della famosa famiglia di banchieri) che su una barca a vela realizzata con bottiglie di plastica ha fatto una crociera da San Francisco all’Australia. Il Plastiki, un catmarano di 60 piedi è stato costruito con 12.500 bottiglie di plastica riciclata e un materiale plastico completamente riciclabile chiamato Seretex, il tutto è stato tenuto insieme con colla biologica a base di gusci di noci di anacardio e canna da zucchero.

Al servizio delle persone che soffrono gli Eye Writer, occhiali ( a basso costo) che permettono alle persone completamente paralizzate di poter adoperare il movimento oculare per comunicare scrivendo o disegnando.

“Il dispositivo è stato creato per Tony “Tempt” Quan, un artista di Los Angeles al quale è stato diagnosticato il morbo di Lou Gehrig nel 2003. Dopo aver provato l’EyeWriter – la prima volta che aveva disegnato da quando era completamente paralizzata. – ha detto E’ come prendere un respiro dopo essere stato tenuto sott’acqua per cinque minuti” .

Buone notizie in questo 2010 anche nella lotta alle zanzare, l’insetto più fastidioso del mondo è un vero killr, responsabile di 250 milioni di casi di malaria ogni anno – e 1 milione di morti. Gli scienziati dell’Università dell’Arizona hanno geneticamente modificato una zanzara immune al parassita Plasmodium, l’agente che causa la malaria. Il passo successivo è quello di rendere più resistente la nuova zanzara e in una decina di anni rilasciarla in natura dove soppinterà la varietà mortale. Nel frattempo, l’ex dirigente Microsoft Nathan Myhrvold, sta mettendo a punto un laser in grado di eliminare le zanzare senza danneggiare altri insetti o di esseri umani.

Anche nel campo delle biotecnologie le novità s’inseguono, ha fatto il giro del mondo, sollevando anche molte discussioni, la prima cellula sintetica, messa a punto in questo 2010   dal genetista J. Craig Venter. “Come un costruttore di Lego dopo 15 anni di accurate prove ed errori, è riuscito a ricostruire il genoma di un batterio che con successo  ha avviato la divisione e la replica come un qualsiasi altro microrganismo. Tale vita sintetica, spera, renderà possibile, tra le altre cose, di generare nuove forme di biocarburante artificiale ed accelerare la produzione di vaccini”.

Energia, come produrne senza petrolio a bassi costi e a impatto zero, la vera sfida del futuro è questa. E se ricavassimo piccole quantità di energia dal corpo umano? E’ la domanda che si sono posta un bel po’ di ricercatori in giro nel mondo partendo dalla considerazione che tutto ciò che facciamo produce energia – circa 1 watt per un respiro, 70 watt per un passo. Michael McAlpine della Princeton University e colleghi hanno scoperto che è possibile trasformare in energia i passi umani inserendo cristalli piezoelettrici in un materiale biocompatibile flessibile che piegandosi permette ai cristalli di produrre energia. I cristalli possono essere messi nelle scarpe, ad esempio, o direttamente nel corpo magari per produrre energia sufficiente a caricare certi dispositivi medici elettronici.

Ma non è tutto, altrove, il provider di telecomunicazioni Orange ha introdotto un prototipo, l’Orange Power Wellies – stivali di gomma che convertono il calore in corrente. Con il modello attuale, ci vogliono 12 ore di cammino per ricaricare un telefono cellulare per circa un’ora. “Naturalmente, se si organizza numero sufficiente di persone in spazi ristretti, non hanno nemmeno bisogno di muoversi per produrre energia: a Parigi, ingegneri hanno catturato il calore generato dal corpo in metropolitana per riscaldare un progetto pubblico abitativo in Rue Beaubourg. Entro il 2011, il sistema di riscaldamento metropolitana taglierà le emissioni di anidride carbonica dal sistema di riscaldamento del progetto di edilizia abitativa di un terzo”.

E la moda? Per sua stessa natura, il settore è sensibile alle inovazioni, altrimenti che moda serebbe?  Una “seta” realizzata dai batteri è la scoperta della ricercatrice londinese  Suzanne Lee, il risultato non è ancora perfetto, se si bagna il tessuto assorbe fino al 98% del suo peso e si fa pesante e appiccicoso ma la strada sembra aperta, e sempre dalla Gran Bretagna ecco le  fibre spray realizzate dalla sociaetà  Fabrican, per spruzzarsi addosso un abito buono per tutte le occasioni (ciascuno potrebbe diventare sarto – stilista di se stesso)

Ovviamente non poteva mancare una sezione deicata ai robot, dagli androidi Body – guard a quelli capaci di tenere lezioni d’inglese, ad un software che davvero sembra  il più importante mai inventato. Si tratta di un algoritmo messo a punto dall’Università Ebraica di Gerusalemme in grado di individuare frasi sarcastiche nei testi. Strano a dirsi ma sembra persino funzionare, testato su 66.000 recensioni di Amazon s’è rivelato giusto nel 77% dei casi. L’invenzione sembra piuttosto inutile e degna del migliore umorismo ebraico, in realtà può considerarsi come un anticipazione del futuro, quando i computer non serviranno solo a registrare le parole ma si faranno interpreti delle intenzioni umane. Inquietante.

Variegata, com’è giusto che sia la sezione miscellaneous che s’apre col padiglione della Gran Bretagna per il World Expo 2010 di Shanghai. E’ costruito da 60.000 canne luce in fibra ottica, ciascuna delle quali incorpora una seme. Realizzata dal designer Thomas Heatherwick con la collaborazione della Millennium Seed Bank la cui missione è quella di raccogliere i semi dal 25% delle specie vegetali del mondo entro il 2020. Il risultato, un inno alla vita e alla biodiversità, è uno dei padiglioni nazionali più popolari  all’Expo di Shanghai. I cinesi lo hanno soprannominato PU gong ying, il dente di leone.

Merita una citazione anche Sugru, una gomma di silicone colorato inventata dal designer Jane Dhulchaointigh. E’ una super colla morbida e colorata dalle molteplici funzionalità considerando che adrisce a tutti i materiali: può essere usata per riparare ma pure per creare una serie di miglioramenti – angoli più morbidi, rivestire  maniglie, rendere le scarpe più comode e gli occhiali più decorativi.

Chiudiamo la lista con un film, Avatar che piaccia o meno ha segnato un inzio: quello del 3D di successo. La terza rivoluzione del cinema parte da lì.

Nell’elenco ci sono anche invenzioni militari, ma – scusate la banalità – di sistemi per rendere più efficiente la guerra preferiamo proprio non scrivere.

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