Spazzatura? No, trash art per non “rifiutare” la cultura

Volendo semplificare si potrebbe fare appello al gusto della provocazione e liquidare così, in maniera facile, la strana “assemblea” di personaggi illustri che ieri ha [...]

Volendo semplificare si potrebbe fare appello al gusto della provocazione e liquidare così, in maniera facile, la strana “assemblea” di personaggi illustri che ieri ha preso possesso del cuore antico di Roma. Una decina di simulacri in tutto, tra vivi e defunti, comunque vere e proprie icone di questo paese chiamato Italia. Seduti al centro di piazza Trilussa, il simbolo di Roma, Alberto Sordi e il cinque volte Premio Oscar Federico Fellini. Poco più in là, Dino De Laurentiis, scomparso l’altro giorno all’età di 91 anni, e accanto, una splendida Sophia Loren che si unisce al doveroso omaggio.

Sulla scalinata della Piazza la festa continua: c’è Ennio Morricone in veste inedita che stringe una chitarra, c’è Luciano Pavarotti e ancora, Carla Fracci. A sinistra sono gli sportivi a trionfare e non v’è dubbio che uno di essi sia il nove volte campione mondiale Valentino Rossi e l’altro Roberto Baggio, fresco di “World Peace Award 2010”, quella sorta di Nobel per la Pace conferito da altri premi Nobel.

E infine un brindisi improbabile, Rita Levi-Montalcini impugna il calice insieme a Giuseppe Verdi, affianco ad un Trilussa che per l’occasione toglie finalmente la benda e torna a “guardare”.

Tutto passerebbe sotto silenzio se i personaggi in questione non fossero stati realizzati assemblando rifiuti d’ogni genere. Dissacrazione allo stato puro? Nemmeno per idea; anzi l’idea sembra proprio quella di tornare a dare ai pilastri della migliore storia italiana il dovuto rispetto. “Non rifiutiamo la cultura” il claim scelto dagli autori del blitz nel giorno che – guardacaso – ha visto la serrata dei luoghi della cultura in tutta la Penisola. E a questo punto è d’obbligo qualche precisazione. promotrice del tutto è l’associazione My Trastevere, il movimento culturale che poche settimane fa aveva prima improvvisato un concerto in Piazza Trilussa e poi bendato le più importanti statue romane focalizzando l’attenzione sull’assenza di cultura.

In questa terza azione con i giovani architetti e designer dello studio “Made-4u”, My Trastevereha voluto – si legge nel comunicato – dare ai rifiuti una connotazione positiva trasformandoli in arte ed associando ad ogni istallazione il volto di un’importante personaggio che ha contribuito con il suo lavoro a proiettare un’immagine positiva dell’Italia nel Mondo.

Dalla “Pop Art” alla “Trash Art”, attraverso le icone dell’eccellenza made in Italy, per lanciare un messaggio chiaro a favore del recupero della cultura e dell’immagine dell’Italia nel Mondo. Se il nostro Paese, infatti, è spesso associato ai classici luoghi comuni “mafia, pizza, mandolino”, oggi si è aggiunto all’elenco il gravoso problema della spazzatura”.

E non è tutto qui, mercoledì prossimo l’annuncio – forse – definitivo. Dove vorranno andare a parare? C’è aria di mostre in giro.

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