E’ l’anno di Caravaggio, del Giorgione ed anche se fino ad ora è passato alquanto sotto silenzio, questo 2010 è l’anno in cui ricorrono i 500 anni della morte di Sandro Botticelli.
Il genio del rinascimento fiorentino, coperto di gloria nel ‘400 ma ritenuto superato agli albori del secolo nuovo; quando sulla scena si affacciarono pittori come Perugino, Ghirlandaio, Filippino, Leonardo e Michelangelo, morì ammalato e pieno di debiti (a detta del Vasari) il 17 maggio del 1510. Con la cacciata dei Medici dalla città – suoi protettori – e il successivo arrivo di Savonarola, per la bottega sulla via Nuova, che nel ventennio ’80-’90 era stato uno dei centri della vita artistica fiorentina, comincia la decadenza. E dove un tempo si “rifornivano” solo nobili e banchieri ormai le commesse arrivano dalle classi popolari, quelle che si accontentano anche dell’opera, spesso assai mediocre, di giovani apprendisti. La parabola del Botticelli – spirito gaio e cordiale – ha una conclusione amara, ma non prima d’aver consegnato il maestro e i suoi capolavori all’immortalità.
Sonda aspetti poco conosciuti dell’arte del pittore del Rinascimento Botticelli nelle collezioni lombarde, al museo Poldi Pezzoli di Milano fino al 28 febbraio 2011, mostra che riunisce per la prima volta le opere di Botticelli conservate nelle collezioni pubbliche milanesi e lombarde.
“È un’occasione unica – dice Annalisa Zanni, direttore del Museo e co-curatrice della mostra assieme ad Andrea Di Lorenzo – per poter ammirare uno accanto all’altro alcuni dei capolavori di Botticelli dispers” in alcuni dei più importanti musei lombardi e forse non noti al grande pubblico quanto quelli conservati a Firenze”.
E nell’allestimento ad alto impatto emotivo, progettato da Luca Rolla e Alberto Bertini per isolare i Capolavori, e dunque favorire l’incontro diretto con lo sguardo del pubblico, la sfilata di otto opere d’arte.
Ci sono i tre lavori ospitati dalle collezioni dello stesso museo Poldi Pezzoli:
la tenerissima Madonna del Libro, fresca di restauri e il Compianto sul Cristo morto, una Pietà costruita come una sorta di scena teatrale pensata per coinvolgere emotivamente i fedeli, e ancora il bellissimo ricamo raffigurante l’Incoronazione della Vergine, eseguito su disegno dell’artista per un cappuccio di piviale.
E poi i prestiti provenienti dalla pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo – il Ritratto di Giuliano de’ Medici e il Cristo dolente in atto di benedire, capolavori sui quali proprio negli ultimi tempi si sono chiariti definitivamente i dubbi sulla loro attribuzione e ancora, la tavola raffigurante la Storia di Virginia. Arrivano invece dalla Biblioteca
Ambrosiana, due disegni appartenenti al celebre Codice Resta, San Tommaso che riceve la cintola e Pallade su un piedistallo. E per completare il precorso un salto proprio all’Ambrosiana, dov’ è possibile accedere con un ingresso ridotto per ammirare lo straordinario tondo della Madonna
del Padiglione. Info: www.museopoldipezzoli.it

Manifattura fiorentina, su disegno di Sandro Botticelli Cappuccio di piviale raffigurante l’Incoronazione della Vergine ©Museo Poldi Pezzoli, Milano

Sandro Botticelli e Filippino Lippi (?) Madonna con il Bambino detta Madonna del Libro ©Museo Poldi Pezzoli, Milano

Sandro Botticelli e Filippino Lippi (?) Madonna con il Bambino detta Madonna del Libro (particolare) ©Museo Poldi Pezzoli, Milano

Sandro Botticelli San Tommaso che riceve la cintola © Veneranda Biblioteca Ambrosiana - Pinacoteca, Milano
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