Paolo Poli apre la stagione de I Teatri della Versilia

VIAREGGIO – Una stagione all’insegna del “divertimento intelligente”. Si apre, mercoledì 10 novembre (inizio ore 21,15. Prevendita biglietteria dal giorno precedente lo spettacolo oppure su [...]

VIAREGGIO – Una stagione all’insegna del “divertimento intelligente”. Si apre, mercoledì 10 novembre (inizio ore 21,15. Prevendita biglietteria dal giorno precedente lo spettacolo oppure su www.puccinifestival.it) la lunga e variegata stagione del Politeama di Viareggio e de “I Teatri della Versilia” – Comunale di Pietrasanta e Scuderie Granducali di Seravezza – che portano in scena complessivamente, da novembre ad aprile, 22 spettacoli e i più straordinari interpreti del panorama nazionale teatrale.

Ad alzare il sipario sulla stagione del Politeama di Viareggio è Paolo Poli con due tempi tratti dai racconti di Anna Maria Ortese. Sua anche la regia. Sul palcoscenico, al fianco dell’attore toscano, Marco Bassi, Fabrizio Casagrande, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco.

Un teatro personalissimo quello di Paolo Poli che porta sul palcoscenico i racconti della scrittrice napoletana composti nel lungo arco di tempo che va dagli anni Trenta ai Settanta, affiancando la produzione dei grandi romanzi, riflettono sorprendentemente la complessa personalità dell’autrice. Storie quasi senza storia che dipingono una realtà tragica come attraverso un sogno. Spesso sono stati paragonati al fantastico viaggio dantesco nell’aldilà. Ad una rilettura odierna sembrano piuttosto rievocare la teatrale tenerezza del Tasso o la cinematografica leggerezza dell’Ariosto. Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso il ricordo struggente: l’infanzia infelice, ma luminosa, l’adolescenza insicura, ma traboccante, l’amore sfiorato, ma mai posseduto. Sentimenti che ricordano il dispettoso rifiuto di Kafka e le illuminazioni improvvise di Joyce.

Figure e figurine di una “italietta” arrancante nella storia dove le canzonette fanno la parte del leone.

Le scene del grande Luzzati enfatizzano la pittura novecentesca. I costumi fantasiosi di Calì sorprendono ancora una volta. Le musiche di Perrotin persuadono arditamente.

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