Giovannino Guareschi lo chiamava “mondo piccolo”. E’ quella fetta di territorio tra Reggio, Parma e Mantova dominata dal “grande fiume”. E’ lì che si estende Brescello, dove sono stati girati tutti i film della saga di don Camillo e Peppone. Un motivo in più per visitarlo è il mezzo secolo – che cadrà nel 2011 – della pellicola “Don Camillo, monsignore… ma non troppo“.
La prima tappa può essere proprio il Po. Il punto dove accoglie le acque di uno dei suoi affluenti, il torrente Enza, è raggiungibile, dal centro del paese, con una passeggiata di cinquecento metri tra piante di macchia mediterranea e querce. Rientrati in centro, ci s’incammina lungo via Giglioli, parte orientale dell’antico decumano romano. Sul suo lato sinistro, una volta lasciatisi alle spalle la cinquecentesca chiesa della Concezione, s’incontrano l’antico ospedale e la posta, edificio dell’epoca estense. Sosta successiva in piazza Matteotti con i suoi caratteristici porticati: sullo slargo si affacciano il municipio e la chiesa di Maria Nascente, quella del Cristo “parlante”, arricchita da un portico a cuspide realizzato proprio durante la lavorazione di “Don Camillo e l’onorevole Peppone“.
Ai lati dello slargo si possono ammirare le statue bronzee dei due personaggi; in mezzo, su un piedistal
lo marmoreo, è presente la copia in gesso della statua di “Ercole benefattore”. Quindi, percorsi un centinaio di metri di via Cavallotti, si giunge in piazza Mingori e al monastero di San Benedetto voluto, nel 1492, da Ercole I d’Este ed Eleonora d’Aragona e oggi centro culturale al cui interno è conservato l’originale dell’Ercole “firmato” da Jacopo Sansovino. Sempre fra le sue mura ci sono due musei: quello di Peppone e don Camillo e quello archeologico che accoglie reperti di epoca romana rinvenuti in zona. Sempre in piazza Mingori s’innalza un’altra esposizione permanente, quella dedicata a Guareschi e al cinema, e si può vedere il carro armato “protagonista” di una celebre scena cinematografica. A due passi ecco anche il parco Guareschi, con il monumento dello scrittore e una locomotiva a vapore.
La gita a Brescello deve, inoltre, diventare occasione per gustare i piatti tipici della Bassa emiliana. Tutti innaffiati dal lambrusco. E il pranzo non può che concludersi con la spongata, dolce composto da un ripieno posto fra due strati di pasta frolla e ricco d’ingredienti antichi: uvetta, pinoli, noci, mandorle e miele. Info utili: cliccando qui (Marco Fornara)
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