E’ andata in archivio la quinta edizione del Festival internazionale del film di Roma. nella memoria della rassegna sarà etichettata come l’edizione delle proteste – civili ma rumorose – dei “cento autori” contro i famosi tagli al Fus; l’edizone che era stata annunciata come povera di star ma che poi ha trovato l’ospite più “risonante” di questi cinque anni, Bruce –the Boss – Springsteen; e ancora il festival della Dolce Vita col ritorno a Roma di un’ottantenne Anita Ekberg per la presentazione della pellicola restaurata.
E infine, questa quinta edizione del FFR sarà ricordata come quella che ha conferito il meritato premio come miglior attore a Toni Servillo, il ristoratore italiano emigrato in Germania de il film “Una vita tranquilla” di Claudio Cupellini. E mai premio era stato più previsto di così, tanto più che al bravo attore napoletano (il migliore interprete del momento?) era sfilata dalle mani una meritatissima Coppa Volpi alla Mostra di Venezia per il ruolo in Gorbaciov di Stefano Incerti. Peccato che il film non fosse in concorso, cosa che rendeva impossibile ogni premio.
Il Marc’Aurelio della giuria Roma è stato assegnato a Kill me please di Olias Barco, surreale commedia ambientata in una clinica per aspitanti suicidi. Il Gran premio della giuria e premio del pubblico alla danese Susanne Bier per Hoevnen – In a better world, film dedicato ai sanguinosi conflitti africani (è il candidato danese agli Oscar). Premio speciale della giuria a Poll di Chris Kraus e infine, Marc’Aurelio d’oro collettivo alla miglior attrice per il cast femminile del messicano Las buenas hierbas di Maria Novaro. Qui tutti i premi
L’ULTIMA PASSERELLA
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