FIRENZE – Dal 13 prossimo al 10 dicembre alla libreria Gonnelli di Firenze si terrà la mostra “Florentia“. Un’importante collezione di mappe e vedute dal XV al XX secolo. Saranno esposte mappe, vedute e piante topografiche di Firenze, tra cui molte sconosciute ai maggiori repertori bibliografici specializzati. Le carte e le vedute costituiscono un corpus di eccezionale importanza, unico da trovarsi in un collezione privata composta da oltre 500 fogli. E’ un’occasione rara per un viaggio attraverso le trasformazioni urbanistiche del capoluogo fiorentino negli ultimi 5 secoli. E al tempo stesso per vedere alcuni stupendi esempi di quel cammino che, a partire dal Rinascimento, portò la cartografia alla riproduzione del territorio secondo criteri scientifici sempre più rigorosi e per ammirare come in pittura la rappresentazione del luogo risentì del mutare di stili e teorie estetiche. Il percorso espositivo inizia con una xilografia del 1493 tratta dalla celebre Cronaca di Norimberga di Hartmann Schedel e termina con una fotografia panoramica stereoscopica d’inizio secolo della città. In mostra una rarissima veduta lafreriana di Claudio Duchet del 1580. Si tratta di una veduta prospettica di Firenze presa da Bellosguardo. Claudio Duchet (o Duchetti), nipote di Antonio Lafréri e suo erede dell’officina calcografica editò numerose mappe fra cui questa, rara e ricercata. Sempre allo stesso periodo appartiene la veduta di Giovanni Maggi del 1597, molto rara, che deriva da quella del Duchet. Maggi, nato a Roma nella seconda metà del Cinquecento, fu pittore, valente disegnatore, specialmente di prospettive e paesi, intagliatore. Del XVII secolo notevole è l’acquaforte di Jacques Callot dal titolo “La fiera dell’Impruneta” del 1620, opera da sempre considerata tra i più alti lavori del grande incisore francese, che visse a Firenze dal 1612 al 1621. E ancora, una veduta di Firenze di Valerio Spada; una veduta della città di Firenze Muricciolo del prato dei padri di San Francesco al monte, chiesa sita poco sotto l’odierno piazzale Michelangelo. In primo piano scene pastorali e di genere dietro le quali si staglia il panorama del capoluogo toscano, su cui campeggia la cupola del Brunelleschi. Si tratta di una delle prospettive più affascinanti della storia del racconto grafico di Firenze. Del XVIII secolo l’incisione di Georg Balthasr Probst, Florenz del 1730. E poi la monumentale opera di Cosimo Zocchi, “Pianta della città di Firenze” rilevata esattamente nell’anno 1783 e dedicata a S.A.R Pietro Leopoldo R.R. di Ungh. E di Boe. E Granduca di Toscana. Questa grande pianta murale, disegnata da Francesco Magnelli e incisa dallo Zocchi, aggiornò la cartografia urbana. Del disegnatore Francesco Magnelli si sa pochissimo e poco anche di come egli l’abbia rilevata, ma è certo che si tratta di un vero e proprio rilevamento ex-novo. Di pregio, poi, il disegno a china ed acquerello di Salvatore Corrodi, “Veduta di Firenze da Boboli” del 1841. E rara è la veduta panoramica a tutto della città di Luigi Garibbo, “Panorama di Firenze e i suoi contorni dalla Torre Marchionni” in Borgo SS.Apostoli del 1865.
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