I due lottatori al Campidoglio. E nel 2011 la grande mostra di Leonardo e Michelangelo

Due corpi virili che emergono dalla creta: Sansone che lotta con un filisteo? Ercole e Anteo? La storia non ci dice chi fossero, ma la [...]

Due corpi virili che emergono dalla creta: Sansone che lotta con un filisteo? Ercole e Anteo? La storia non ci dice chi fossero, ma la mano è quella di Michelangelo. Corpi senza “veli” e come avvolti su se stessi in un intreccio di muscoli in tensione: le sole armi sono quelle date loro dalla natura, sono i muscoli possenti e le membra  agili plasmati nella materia morbida dalle dita del grande artista. C’è tutta la bellezza della fisicità intesa alla maniera “classica” e un messaggio universale: si lotta nudi, ovvero, l’uomo è sempre solo ad affrontare l’avversario, chiunque esso sia.

E così non riuscendo a trovare un nome ai due protagonisti del bozzetto michelangiolesco gli studiosi gli hanno atrtibuito un nome generico “I due lottatori”, ma in fondo cosa importa sapere chi Michelangelo volesse che fossero?

Ricomposta nella forma attuale solo nel 1926, la terracotta, custodita in Casa Buonarroti, a Firenze, per la prima volta arriva a Roma; esposta al pubblico nella Sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori in Campidoglio fino al 5 dicembre. Inserita nel programma di eventi dedicati ai “due italiani” Leonardo e Michelangelo (leggi articolo) in occasione delle celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità, alla mostra de i lottatori seguirà l’esposizione de “Il Musico” di Leonardo, mai uscito in cinquecento anni dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano ed esposto ai Musei Capitolini dall’8 dicembre 2010 al 16 febbraio 2011.

Eventi che anticipano l’appuntamento saliente dell’autunno 2011, quando Roma ospiterà cento capolavori di Leonardo e di Michelangelo con la mostra Due italiani prima dell’Italia, Leonardo e Michelangelo. L’esposizione vedrà, per la prima volta, una collaborazione organica tra due prestigiose istituzioni culturali come la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze.

Torniamo a I due lottatori, opera importante della collezione di bozzetti della Casa Buonarroti di Firenze e dalla storia interessante. Fino al 1926, infatti, l’opera era priva delle due teste e di un braccio, catalogati nell’inventario come frammenti di cui non si precisava la pertinenza, poi l’azione dei michelangiolisti, Giovanni Poggi e Johannes Wilde riunì quei frammenti al bozzetto. Irrisolto restava il tema dell’opera, che spesso era stata messa in rapporto con la commissione medicea per una grande scultura raffigurante Ercole e Caco, che doveva affiancare il David davanti a Palazzo Vecchio. Commissione che dopo una lunga serie di vicissitudini, fu assegnata al mediocre Baccio Bandinelli. Confrontando le proporzioni del blocco di marmo del gruppo di Ercole col bozzetto michelangiolesco, Johannes Wilde ne sosteneva l’incompatibilità e propendeva a collegare i lottatori con la tomba di Giulio II, sarebbe stato uno studio per un gruppo allegorico che avrebbe dovuto fare da pendant al Genio della Vittoria (attulamente a Palazzo Vecchio). Negli anni non sono mancate altre proposte di identificazione, ma quel che è vero è che la mancanza di attributi specifici impedisce di andare oltre una definizione generica. Ma la bellezza, quella, va oltre le definizioni.  Info:  www.museiincomuneroma.it

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