“Il Teatro alla Moda”, quelle griffe sedotte dal palcoscenico

E’ il 1924 e nella Parigi degli artisti, Sergej Pavlovich Diaghilev, il mitico fondatore dei Balletti Russi commissiona a Coco Chanel i costumi per Le […]

E’ il 1924 e nella Parigi degli artisti, Sergej Pavlovich Diaghilev, il mitico fondatore dei Balletti Russi commissiona a Coco Chanel i costumi per Le Train Bleu, balletto tratto da un soggetto di Jean Cocteau. Non è la prima volta che l’alta moda entra in teatro, già nel secolo precedente v’erano stati esperimenti in tal senso, eppure è questa collaborazione tra protagonisti assoluti a dare il via ad una contaminazione tra moda e arte che troverà nuovi stimoli nei decenni a venire.

Un salto in avanti e arriviamo negli anni ’80: nei cartelloni delle più prestigiose compagnie d’opera e balletto compaiono i nomi dei maestri italiani della moda. Creazioni straordinarie dove gli stilisti, liberi di esprimersi per una ribalta che non li costringe a tener conto della sacrosanta quotidianità delle donne, mettono in campo tutta la loro creatività,  dimostrando una volta di più come la

Gianni Versace per Dame Kiri Te Kanawa Milano, Versace spa

moda sia un fenomeno culturale a tutti gli effetti.

Da quel momento “magico” per lo stile italiano prende le mosse “Il Teatro alla Moda. Costume di scena”,  la mostra che dal 5 novembre al 5 di dicembre sarà allestita al Museo della Fondazione Roma. Cento costumi originali  e poi bozzetti, figurini e documentari video per raccontare  come nomi del calibro di Gianni Versace, Roberto Capucci, Emanuel Ungaro, Fendi, Missoni, Giorgio Armani, Antonio Marras, Romeo Gigli, Alberta Ferretti, Valentino, Enrico Coveri abbiano trovato nel teatro, nell’opera e nella danza importanti momenti di espressione.

Posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra attua peraltro una partnership inedita tra mondo dell’arte e della moda, essendo promossa da Altaroma, dalla Fondazione Roma e dai Musei Mazzucchelli di Brescia. Prodotta e organizzata con Arthemisia Group è curata da Massimiliano Capella.

Provenienti da importanti collezioni teatrali italiane e non i costumi esposti parlano di grandi stilisti che quando si avvicinano al teatro  imprimono il proprio marchio d’artista andando oltre la ricostruzione filologica propria di un vero costumista. Costumi parlano anche di importanti allestimenti e di grandi interpreti. Come nella prima sezione della mostra, dove c’è l’abito creato da Versace per Dame Kiri te Kanava, interamente ricamato con cristalli policromi che formano motivi geometrici ispirati alle grafiche di Sonia Delaunay; o l’abito ricamato per la ballerina Luciana Savignano interprete di Eva Peron nel Patrice Chéreau, devenu danceur, règle la rencontre de Michima e Eva Péron di Béjart.

E poi i costumi realizzati da Genny per la Ricciarelli, da Capucci per la Kabaivanska, da Missoni per Pavarotti e da Fendi per la Gasdia.

Gianni Versace per Helga Dernesch Milano, Teatro alla Scala

Nelle sette sezioni che seguono, una sorta di monografie. Si comincia con le sorelle Fendi e la loro passione per la Lirica; si prosegue quindi con i Missoni, dove spiccano sette abiti realizzati per la Lucia di Lammermoor di Donizetti, con regia di Pizzi (1983), quelli dell’happening Africa di Missoni, ideato per Italia ’90 dove le geometrie primitive e i riferimenti tribali si intrecciano a simboli artistici più colti, ispirati a Klee e alla metafisica. Roberto Capucci e le primedonne del belcanto nella quarta sezione, attività teatrale cominciata per lo stilista nel 1986, sulla scena dell’Arena di Verona con 500 metri di taffetas bianco, argento e ghiaccio, utilizzati per i 12 costumi delle vestali in sfilata solenne sulle note di Casta Diva, un omaggio a Maria Callas. E non poteva mancare Armani, protagonista della quinta sezione. E’ il 1980 che lo stilista “entra in scena” a La Scala realizzando per Janis Martin in Erwartung di Schönberg un abito-tunica bianco, segno luminoso in una scena buia e spoglia. Negli impegni teatrali successivi Armani lavora come puro creatore di moda, con adattamenti cromatici dei suoi abiti alle scene, prosegue anche come “costumista” d’opera ma il suo terreno d’elezione sembrano essere danza e musical com’è  dimostrato dai costumi per Bernstein Dances di Neumeier, per Tosca Amore Disperato (2003) di Lucio Dalla, e soprattutto dalla spettacolare Bata de Cola indossata da Joaquin Cortes in Joaquin Cortes Show (2002), mai esposta in Italia prima d’ora.

Per Antonio Marras (sesta sezione)  le suggestioni del teatro shakespeariano e di quel Sogno di una notte di mezza estate, allestito al Piccolo Teatro di Milano con la regia di Luca Ronconi e le scene di Margherita Palli (2008). Una storia intrisa di libertà e fantasia

Giorgio Armani per Joaquín Cortés Madrid, collezione Roger Salas Fotografia di Alvaro Beamud Cor

trasposta da Ronconi in una sorta di scenario urbano, un bosco-città, una foresta incantata, dove i costumi di Marras sollecitano il mondo visionario del testo, alternano il tulle oscuro delle fate e la garza bianca stropicciata dei quattro amanti, divise eleganti e, per gli elfi, un look stile vittoriano-dark.

Un serie di “apparizioni solitarie” di firme del made in Italy nella settima sezione. In sfilata Romeo Gigli che disegna nel 1995 i costumi per Die Zauberflöte di Mozart al Teatro Regio di Parma, un gioco di intrecci tra colori, fogge surreali, con riferimenti al passato e a un’idea di futuro. E poi Alberta Ferretti, con la Spagna reinventata ne i costumi de La Carmen di Bizet che andò in scena a Roma, alle Terme di Caracalla, nel 2001. E poi Enrico Coveri, con la rievocazione degli anni ’20 e delle sue icone per i protagonisti di Il Grande Gatsby, andato in scena nel 2000 al Teatro alla Scala. E ancora i costumi creati da Valentino per l’opera contemporanea in due atti The Dream of Valentino, presentata nel 1994 in prima mondiale al Kennedy Center di Washington DC. La storia di Rodolfo Valentino fu ripercorsa con creazioni che spaziano dalla rievocazione settecentesca per i costumi à la française di Monsieur Beaucaire, al modello da gaucho per la citazione del film Sangue e Arena, ai modelli femminili che rimandano alle linee e alle decorazioni tipiche degli anni Venti.

A chiudere la mostra un corposo omaggio a Gianni Versace che per il teatro nutriva un dichiarato amore. Negli anni, lo sguardo di Versace si apre ad una libertà totale e la collaborazione con Maurice Béjart, Bob Wilson, Roland Petit, John Cox, William Forsythe e Twyla Tharp gli offre la possibilità di reinventare il passato coniugandolo con il presente.

Romeo Gigli Parma, Teatro Regio Costume Regina della Notte

In mostra alcuni capolavori, dai costumi per il balletto Josephlegende di Richard Strauss, in scena al Teatro alla Scala nel 1982, a quelli per il Don Pasquale di Gaetano Donizetti del 1984; anno in cui incontra anche il coreografo Maurice Béjart e realizza i costumi del balletto Dionysos. E soprattutto quelli creati nel 1987 per Salomé di Strauss, messa in scena da Bob Wilson al Teatro alla Scala di Milano, in cui Versace raggiunge uno dei suoi vertici creativi. . Gli impegni per il teatro diventano per lo stilista sempre più numerosi; lavora moltissimo con Béjart, ma anche con Roland Petit e l’American Ballet Theatre. L’intreccio tra arte e moda raggiunge l’apice nel 1989 nelle invenzioni per Doktor Faustus, presentato al Teatro alla Scala ancora con la regia di Bob Wilson. Per l’occasione Versace propone un intreccio di combinazioni cromatiche di linee informali per abiti e copricapi sculture, con segni grafici arditi, netti, ispirati alle invenzioni di Mirò.

Nota finale, per ogni sezione alcuni video tratti dagli spettacoli citati nella mostra, occasione per vedere quei capolavori di sartoria inseriti nel contesto nel quale erano stati immaginati.

Roberto Capucci per Raina Kabaivanska Modena, collezione Kabaivanska

Karl Lagerfeld / Fendi Roma, Fendi Abito Carmen

Missoni Milano, Missoni spa Costumi Africa - Costumi realizzati per la cerimonia di apertura dei mondiali di calcio Italia ‘90 in tessuto di maglia a motivi geometrici.

Roberto Capucci Roma, Sartoria Farani Abiti-Tuniche Vestali

Roberto Capucci per Anna Caterina Antonacci Parigi, collezione Antonacci

Roberto Capucci per Katia Ricciarelli Verona, collezione Ricciarelli

Antonio Marras Milano, Piccolo Teatro Costume Titania -

Gianni Versace Milano, Teatro alla Scala Costume Maggiordomo

Gianni Versace Milano, Versace Spa Abito Matrioska -

Versace Milano, Versace Spa Tutù bianco ricamato

Gianni Versace Milano, Versace Spa Abito satin viola e verde

Gianni Versace Milano, Versace Spa Abito bianco e nero

Gianni Versace Milano, Versace Spa Abito Sonia Delaunay

Gianni Versace Milano, Versace Spa Tutù con calzamaglia

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