“Lo chef è un Dio”, una donna alla scoperta dell’alta cucina

Autrice: Ilaria Bellantoni, giornalista che non sa cucinare. Il libro: Lo chef è un Dio, in libreria per Feltrinelli da mercoledì 27 ottobre. Si dice, [...]

Autrice: Ilaria Bellantoni, giornalista che non sa cucinare. Il libro: Lo chef è un Dio, in libreria per Feltrinelli da mercoledì 27 ottobre.

Si dice, e così è: l’universo della gastronomia è dominato dagli uomini. E non solo il sesso maschile (tranne rare eccezioni) è certo d’essere stato unto di cretività da entità superiori per entrare nell’olimpo delle stelle Michelin, ma anche papille e olfatto adatti a sostenere le sfumature di quelle raffinate tavolozze sembrano appannaggio maschile. Chi sono i critici gastronomici più celebrati? E chi nelle riunioni conviviali si perde in lunghe disquisizioni sull’adeguatezza di questo o quello chef di grido? Domande retoriche.

In un mondo – quello dell’alta gastronomia – che tra i tanti pregi ha il difetto di prendersi sempre troppo sul serio, ecco l’incursione in una cucina stellata di una giornalista che non disdegnerebbe di nutrirsi di “pillole colorate al gusto di cibo” e per la quale “guardare uno chef in tivù è come guardare un film porno: guardi qualcuno che fa cose che tu non farai mai“. E con ironia e una bella dose di buon senso al femminile, ecco che  arrivano persino folgoranti illuminazioni: “Molti uomini preferiscono una bistecca ben cotta al rombo chiodato in crosta di cacao“.

Dalla quarta di copertina: “Ilaria è un disastro ai fornelli. Un giorno, un’amica che ama cucinare le consiglia di passare un mese nella cucina di un famoso chef. All’inizio le scappa da ridere, ma poi accetta la sfida: se non ce la fa un cuoco con tre stelle Michelin ad accenderle la passione per la cucina, allora non c’è davvero niente da fare. Smessi gli abiti di tutti i giorni e scesa dai tacchi, la protagonista infila un lungo camice e si prepara ad affrontare pentole e padelle. Ma prima di addentrarsi nelle segrete di via Gavroche, Ilaria si imbatte in un vecchissimo libro di ricette scritto da Peg Bracken, sostenitrice della liberazione femminile dalla dittatura domestica e inventrice di centinaia di ricette rapide tra cui lo Stayabed stew — lo stufato che si cuoce felicemente da solo in cinque ore. Peg, o meglio, il fantasma di Peg diventa il Virgilio che accompagna Ilaria nel suo viaggio estremo in un mondo dominato dai maschi, con orari assurdi, in mano a fascinosi despoti e abitato da apprendisti sacrificati agli dèi dell’haute cuisine. Insieme a dodici uomini che per tutto il giorno e gran parte della notte preparano piatti raffinatissimi e costosissimi sotto l’imperiosa direzione dello chef, Ilaria vive trenta giorni tra portate da novantaquattro euro e ravioli ripieni di maionese, cucinieri convinti che “ci vuole molta cura per separare il bianco dal giallo” e giovani aiutanti sicuri che Mtv a tutto volume aiuta la concentrazione. Sapori & sudori. La fragranza vitale del gusto e il veleno dell’umiliazione”.

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