Una prima mondiale al Palazzo Reale di Milano. Per la prima volta è infatti uscita dai confini del Kuwait una selezione di opere della collezione al-Sabah di proprietà della sceicca Hussah al-Sabah. Un tesoro unico nel suo genere che ripercorre, con oltre 350 oggetti, mille anni di storia dell’arte islamica. La mostra “Arte della civiltà islamica” apre oggi al pubblico e si protrae fino al 30 gennaio 2011.
Realizzata dal Comune di Milano, in stretta collaborazione con lo Stato del Kuwait, il percorso attraversa il tempo e lo spazio. Si parte dai manufatti del VII secolo, si approda al XVII; si viaggia dalla Spagna all’Estremo Oriente ammirando tappeti e tessuti, raffinati metalli cesellati, ceramiche, sculture, miniature, preziosi gioielli e oggetti in avorio.
Curata da Giovanni Curatola, docente di Archeologia e storia dell’arte musulmana alle Università di Udine e Milano, quella milanese è la prima tappa di un tour internazionale che porterà l’esposizione in Austria, Canada e Corea in un viaggio che precederà la creazione di un nuovo museo d’arte del Kuwait che ospiterà in maniera definitiva la collezione.
Nel luglio 1975 la sceicco Nasser Sabah Ahmed al-Sabah ha mostrato a sua moglie, Sheikha Hussah Sabah Selim al-Sabah la prima opera d’arte islamica, una splendida bottiglia in vetro smaltato d’epoca Mamelucca del XIV secolo, comprata durante un viaggio. Da qui è iniziata un’avventura che ha portato la coppia a raccogliere e collezionare, in otto anni di intenso lavoro, circa 20.000 opere, tra cui vari capolavori, ma anche numerosi oggetti di grande interesse per gli studiosi.
Nel 1983, in occasione della Festa Nazionale del Kuwait, Sheikh Nasser e Sheikha Hussah, offrono al loro Paese, e al mondo intero, l’inestimabile dono del prestito permanente della Collezione (chiamata Dar al-Athar al-Islamiyya; “Casa delle Antichità dell’Islam”) al museo Nazionale del Kuwait in un’apposita ala destinata ad ospitare 1200 opere d’arte islamica in grado di fornire un panorama pressoché completo dell’esperienza artistica dell’Islam; una raccolta che si pone alla pari delle più blasonate e storiche colelzioni mondiali conservate a Berlino, Cairo, Copenhagen, Damasco, Londra, Parigi, San Pietroburgo, Tehran.
La collezione ha una storia travagliata, distrutta in gran parte dalla guerra del 1990 con l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, ciò che si salva le 107 opere che pochi giorni prima dell’invasione erano partite per una mostra itinerante dal titolo Islamic Art & Patronage. Nel frattempo, una parte della Collezione dedicata allo specifico settore dei gioielli indiani è stata ammirata dal pubblico di tutto il mondo tramite la straordinaria mostra intitolata Treasury of the World. Jewelled Arts of India in the Age of the Mughals, itinerante da quasi dieci anni, con meravigliosi esemplari di cui alcuni saranno esposti a Palazzo Reale.
I due coniugi con tenacia hanno nel frattempo ricostruito la loro Collezione arrivando all’impressionante numero di 26.000 opere.
La mostra si divide sostanzialmente in due parti: la prima è un percorso cronologico in quattro tappe, dagli inizi fino ai tre grandi imperi cinquecenteschi, Ottomani, Safavidi e Moghul.
Nella seconda parte si approfondiscono alcuni temi trasversali a tutta l’arte musulmana nelle apposite sezioni dedicate alla calligrafia, alla decorazione geometrica, agli arabeschi e all’arte figurativa, quest’ultima per smentire il luogo comune di una pretesa iconoclastia musulmana. Chiude la mostra il trionfo visivo dei gioielli.
La bellezza e la raffinatezza degli oggetti in mostra sono rimarchevoli: pagine di Corano mirabilmente dipinte, libri e manoscritti splendidamente miniati, capitelli marmorei con iscrizioni, scatole in avorio decorate con uccelli e piante, brocche in bronzo, bicchieri e vasi in vetro smaltato dai colori e disegni sfavillanti, sfarzosi tappeti decorati in lana, tessuti in velluto e seta, piatti e coppe in ceramica decorati; spettacolari collane e bracciali d’oro, diamanti e pietre preziose; e poi pugnali di giada incastonati con rubini e smeraldi; ante di armadio in legno decorato, lastre tombali con iscrizioni e scacchi in cristallo di rocca.
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