Iniziato GF, il baraccone di Canale 5: ne parla l’analista Erika Brenna

“Questa sarà un’edizione cosmopolita del Grande Fratello” ha annunciato l’altra sera Alessia Marcuzzi nella diretta della primissima puntata dell’undicesima edizione del GF che quest’anno avrà [...]

Questa sarà un’edizione cosmopolita del Grande Fratello” ha annunciato l’altra sera Alessia Marcuzzi nella diretta della primissima puntata dell’undicesima edizione del GF che quest’anno avrà una durata “aperta”. Ebbene sì: potrebbe durare cento giorni, ma anche di più. Il tutto “chiaramente” dipenderà dagli ascolti: Canale 5 ed Endemol (casa produttrice del format) si augurano proprio possa essere l’ennesimo “spalmato” successo. Successo peraltro perpetrato soltanto in Italia, in tutti gli altri Paesi, soprattutto in Olanda, terra d’origine dell’occhio più famoso del pianeta”, non è più così in salute. In Inghilterra lo scorso anno è stato cancellato perché ritenuto “non più rilevante”. Da noi invece il Grande Fratello è vivo e vegeto: lo dimostrano i 5 milioni 906 mila di italiani (27,06% di share di share) con cui si è aperta la “nuova” stagione. Ritornando sul tema del cosmopolitismo tanto osannato dalla Marcuzzi, da uno studio davvero bello (schermi ovunque, ed uno gigantesco a pavimento che ripropone le immagini della casa) ne abbiamo saggiato un esempio proprio con il primo ingresso: ad entrare nella liturgica porta rossa della casa è stato, Ferdinando “per gli amici Nanto”, tanto cosmopolita da arrivare da Pomezia e parlare soltanto un romano strettissimo. Dopo di lui ad entrare è stata una italo-congolese vestita con abitino in lattice bianco che, prestatasi ad un gioco di seduzione con l’incontenibile “Nanto”, si era fatta precedere dalla frase “io non voglio essere valutata solo per il mio fisico, ma per le mie doti artistiche”. Questo l’inizio.

Poi il vai e vieni di tutti gli altri concorrenti, con una matrice comune: le urla. Urlano perché salutano i figli a casa, urlano perché gli hanno fatto saltare in aria le valigie, urlano perché la “casa” è più bella di quanto si aspettassero, urlano perché, in un prolungato gioco di attese “sadiche” degli autori, si viene fatti entrare, quando ormai si erano versate lacrime amare perché si era state rifiutate. C’è anche un gigolò, tanto annunciato dalla stampa, che, una volta svelatosi, viene sbertucciato da Alfonso Signorini, quest’anno con ventaglietto in mano “ma dove l’avete preso? Questo è l’unico gigolò che deve pagare lui”. E poi, unica nota di diversità nel casting, di cui avremmo anche potuto fare a meno, è il figlio di un camorrista. L’errore dei padri non deve ricadere sui figli, fosse entrato senza tanto blasonata nomea patriarcale niente da dire. Il fatto che la paternità delinquenziale del padre sia il vero motivo per cui è uno dei concorrenti del GF, e come tale concorre alla vittoria finale di 250 mila euro, è qualcosa ancora di cui avremmo volentieri fatto a meno. Ci aspettano almeno cento giorni per vedere come questi nuovi gieffini – tutti convintissimi nel vivere questa come l’Occasione della vita ed anche smaliziati nei confronti della lucetta rossa della telecamera – verranno fuori con le loro storie. Di sicuro ci saranno tre cose: le nomination, i confessionali, e i pianti ininterrotti. Scommettiamo? Erika Brenna

Il cast più assurdo è sbarcato in tv

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