Giorgione, Padova e la Tempesta. Enigmi svelati in mostra

“Giorgione a Padova. L’enigma del carro” è la mostra allestita ai musei civici agli Eremitani fino al 16 gennaio 2011. Esposizone che attraverso 60 opere [...]

Giorgione a Padova. L’enigma del carro” è la mostra allestita ai musei civici agli Eremitani fino al 16 gennaio 2011. Esposizone che attraverso 60 opere tenta di ricostruire rapporti, affinità culturali e influenze reciproche tra Giorgione, del quale ricorrono i 500 anni della morte, e l’ambiente culturale, artisitico e letterario della città di Padova, tra il XV e il XVI secolo.

Al centro del percorso la misteriosa “Tempesta”, opera-icona dell’affascinante artista e da sempre oggetto di molteplici letture e interpretazioni. Un “pozzo” di misteri quel dipinto, capace di svelare storie o assecondare ricostruzioni di personaggi, luoghi o eventi. Il punto di partenza della mostra padovana è intrigante. Se il “paese” su cui si scatena l’inatteso fulmine – rivoluzionario nella storia della pittura per il suo spiazzante protagonismo – fosse la città di Padova? I curatori Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini, lanciano questa ipotesi.

Da un lato i fossati della cittadella con il Castello potrebbero ricordare quelli della città antoniana del tempo e gli edifici immortalati dall’artista di Castelfranco trovano corrispondenze nel ponte San Tomaso, nella cupola del Carmine con la torre di Ezzelino, nella Porta di Ponte Molino. E c’è anche chi intravede allusioni alla fondazione leggendaria della città da parte di Antenore, in particolare nella figura del guerriero”. Insomma, ci fu uno stretto rapporto professionale e personale di Giorgione con Padova e quel rapporto, appunto, s’incentra la mostra che anche nel titolo completo svela un mistero “Giorgione a Padova. L’enigma del carro” – ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta da “Zorzi” nel suo capolavoro.

Capolavoro presente in mostra assieme a Mosè alla prova del fuoco e numerose incisioni dell’amico e “ispiratore” patavino Giulio Campagnola. E poi strumenti scientifici e documenti storici, insieme a importanti opere dei Musei Civici di Padova (Giorgione, Tiziano, Boccacino, Luini, Previtali) e prestiti significativi dagli Uffizi di Firenze, da Berlino, Francoforte, Napoli, Roma, Parma, Pavia e Brescia a suggerire indubitabili legami con l’opera giorgionesca e con i suoi temi tipici: pastori, paesaggi, astrologi, meditazioni sulla malinconia, sulla vita e sulla morte. Info: www.giorgioneapadova.it

La Tempesta

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