Winx, fenomenali quelle fatine. Eccole nel primo 3D stereoscopico made in Italy

Quanto le Winx influenzino la vita quotidiana di milioni di persone, basta chiederlo a una coppia qualsiasi di genitori dotati di figlia d’età compresa tra […]

Quanto le Winx influenzino la vita quotidiana di milioni di persone, basta chiederlo a una coppia qualsiasi di genitori dotati di figlia d’età compresa tra tre ed i dieci anni. Papà e mamma vi risponderanno, rassegnati, che nutrono per quelle “deliziose” creature alate sentimenti fortemente contrastanti e tali da condurli ad un vero e proprio sdoppiamento della personalità. Ecco Stella, Aisha, Tecna, Musa, Flora e Bloom fedeli al ruolo di brave fatine, provvidenziali “manine sante” quando c’è da tenere a bada la pupa indemoniata con un dvd. “Orribili fattucchiere” quando la bimba, come impossessata, proprio non vuole saperne di rinunciare all’astuccio, allo zaino, alle scarpe, alle mutande griffate Winx. Puntigli che spingerebbero, se solo fosse possibile, i due genitori a imbarcarsi su una qualsiasi macchina del tempo per andare distogliere, anche con mezzi illeciti, l’inventore della terribile cinquina all’atto del  concepimento.  Ma non c’è rimedio: solo l’arrivo dell’adolescenza potrà portare in famiglia un sano atteggiamento di distacco dalle fenomenali creature di Iginio Straffi.

E’ lui, l’ex fumettista della scuderia di Sergio Bonelli (il papà di Tex), l’artefice di un fenomeno che ha conquistato 150 paesi del mondo, Giappone incluso che delle “anime” è la patria.  Un prodotto nato artigianale e diventato col marchio Rainbow, un clamoroso caso imprenditoriale. Questo fino a qualche anno fa (le prime trasmissioni del Winx club su RaiDue arrivano nel 2004), oggi si tratta di una certezza del mercato globale dell’intrattenimento per bambini con un merchandising associato che solo genera un volume d’affari di 2,5 miliardi euro.

Ed ha già assicurato un brillante posto al box office “Winx Club – la magica avventura 3d “, in sala il 29 ottobre e presentato al Festival del Film di Roma . Secondo film della serie che proietta le fatine nel mondo del 3d stereoscopico; e con esse l’animazione italiana. Si tratta infatti del primo lungometraggio d’animazione tridimensionale realizzato interamente in Italia. E Straffi ne è regista: “ Ci siamo trovati a fare i conti con la difficoltà di trasferire le nostre fate da 2D a 3D, passaggio complicato se pensiamo alle silhouette dei personaggi, ai loro capelli morbidi e voluminosi, alle loro movenze, la loro espressività. – scrive nelle note di regiaLa mia speranza è che questi sforzi, peraltro anche economici, diano alla Rainbow oltre che la soddisfazione di essere la prima società italiana a uscire con un suo prodotto in vero 3D, totalmente realizzato in Italia, le conferme del gradimento da parte del pubblico, appassionando ancora milioni di bambine, tanto e più di quanto non sia accaduto con Il segreto del regno perduto”.

Come per tutte le produzioni di questo tipo, il lavoro che porta alla confezione del film è colossale. Tre anni di sono passati dalla prima riunione di produzione di questo secondo film per il quale sono stati realizzati circa 5000 schizzi di preparazione per definire le 90 scenografie e i 220 personaggi circa tra le diverse varianti di vestiti, pettinature, comparse e trasformazioni. In tutto il film, si possono contare quindi circa 125 mila frame finali e oltre 5 milioni di layer (livelli diversi che compongono ogni fotogramma). A questo si aggiungono i particolari di ogni personaggio: vestiti ispirati a forme floreali e fantasiose acconciature.

L’attenzione e la cura per i dettagli nel film si evidenzia soprattutto nella definizione dei capelli delle fatine. Il movimento dei ciocche infatti doveva sembrare naturale e fluente per cui sono state create diverse linee guida con movimenti indipendenti che riescono a conferire al movimento stesso un effetto naturale. Un’altra sfida e’ stata tradurre in 3D la leggerezza e la ricchezza di un design studiato appositamente per un cartone animato in 2D, ad esempio le problematiche di coerenza anatomica facilmente risolvibili in 2D sono diventate con il 3D oggetto di studio e di ricerca“. Il team Rainbow per la produzione del film era composto da circa 400 persone fra animatori, modellatori, texture artist, compositor, programmatori ed altri talenti tecnici e artisti.

Winx Club – Magica Avventura” è una commedia romantica che alterna situazioni comiche a momenti drammatici.  “Come nella vita, – scrive Straffi - anche in questo film ci sono colpi di scena e imprevisti che possono dare un esito diverso a quello aspettato; questo serve d’insegnamento ai piccoli – ma non solo – perché li invita a non fuggire dalla realtà ma anche a scoprire in sé il coraggio che permette loro di affrontare anche situazioni difficili e inattese”. Le Winx si troveranno a combattere contro le Trix e le Streghe Antenate che sono riuscite a “risucchiare” tutta l’energia del bene dal mondo di Magix; anche nella storia d’amore tra Bloom e Sky le cose non vanno troppo bene, i due, infatti, si ritrovano separati.

Insomma, per la magica cinquina il lavoro non finisce mai.

Iginio Straffi e Bloom

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