Firenze, dopo il restauro visite guidate al Crocefisso di Giotto

La Croce della chiesa di Ognissanti, un’opera monumentale alta 4,60 metri e larga 3.70 che racconta unGiottoinedito. Inedito perché dopo anni di polvere e trascuratezza [...]

La Croce della chiesa di Ognissanti, un’opera monumentale alta 4,60 metri e larga 3.70 che racconta unGiottoinedito. Inedito perché dopo anni di polvere e trascuratezza (l’opera dal 1937 era finita nella sagrestia della chiesa fiorentina) ha ritrovato gli antichi splendori dopo un delicato restauro diretto da Marco Ciatti svolto presso i Laboratori della Fortezza da Basso dell’Opificio delle Pietre Dure.  Dal 18 al 22 ottobre gli stessi Laboratori apriranno al pubblico per visite guidate in compagnia dei restauriatori che hanno curato gli interventi sull’importante opera d’arte.

Si legge ne “La croce di Ognissanti di Giotto. Storia e restauro” (Feltrinelli) il volume che racconta dettagliatamente gli interventi.

L’eccezionalità di quanto il restauro è riuscito a far emergere rende a Giotto quello che si conferma un suo capolavoro, relegato da parte della critica alla bottega. Tramite una tecnica innovativa di pulitura appare in tutta la sua morbidezza una materia pittorica di qualità assoluta. Stupefacente ed emozionate la potenza e la vivezza con cui Giotto ci parla dopo tanti secoli. La “Croce” è citata da tutte le fonti antiche e ascritta dagli studiosi al primo o secondo decennio del Trecento. La pulitura ha fatto riemergere una serie di particolari iconografici di sconvolgente drammaticità, dalle fattezze della Vergine, al San Giovanni, al corpo del Cristo, un corpo vero, con tutti i colori della morte, eppure così spirituale. Ricchissimi i particolari del fondo, le finezze decorative in cui perdersi. Sopra, il distacco solenne dell’immagine del Cristo benedicente, mentre è andata verosimilmente persa la parte inferiore, che doveva probabilmente raffigurare, secondo l’invenzione giottesca per la croce di Santa Maria Novella, venti anni prima, il Golgota col teschio di Adamo. La monumentale croce tornerà a breve al pubblico godimento, probabilmente come mai prima d’ora. Non solo per l’eccezionalità del risultato del lungo e delicato restauro ad opera del fiorentino OPD, ma perché la “Croce” era, dopo la grande mostra giottesca del 1937, addirittura relegata in sagrestia”.

Le visite, per gruppi di 20 persone, sono organizzate in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Opificio. Per prenotare: Ufficio Promozione Culturale tel. 055 2651339/340/347/348, dalle 9 alle 13.

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