Petizioni, il “dito” di Cattelan resti in piazza Affari

Un saluto nazista con le dita tronche, tutte, tranne il medio che beffardo si staglia nel bel mezzo di piazza Affari, a Milano, un “dito [...]

Un saluto nazista con le dita tronche, tutte, tranne il medio che beffardo si staglia nel bel mezzo di piazza Affari, a Milano, un “dito medio” nel cuore finanziario dell’economia italiana. L.O.V.E l’opera di Maurizio Cattelan che ha fatto discutere mezzo mondo dovrebbe essere “smontata” il 24 ottobre, giornata di chiusura di “Contro le ideologie”, la mostra che a Palazzo Reale presenta alcune installazioni iconoche dell’artista veneto. Ma adesso pare che molti si siano affezionati a quel blocco di puro marmo bianco di Carrara (costo 500mila euro, finanziati pare dallo stesso Cattelan) in bella mostra di fronte alla Borsa ed è partita una petizione al sindaco Letizia Moratti (a promuoverla la Collezione Peruzzi) affinchè il Comune lasci l’opera in via definitiva nella sua attuale sede.

Il “dito medio” di Maurizio Cattelan è arrivato in piazza Affari, a Milano, davanti alla sede della Borsa

Cattelan non è solito spiegare il senso del proprio lavoro, tant’è che al momento della presentazione della mostra si lasciò intervistare purchè non si chiedesse nulla delle opere esposte; ed in parte lo capiamo. Dire che nell’arte contemporanea a volte non c’è niente da capire, non è sminuirne il valore, ma lasciare  che il pubblico si disfi dalle sovrastrutture intellettuali lasciando libero il proprio “sentire”. Relativamente a L.O.V.E da aggiungere c’è ben poco, se non il grande senso liberatorio che quel “gestaccio” interpreta, nel nome di tutti, o di molti. Per partecipare alla petizione cliccare qui.

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